martedì 4 maggio 2010

Liceo Ginnasio

Don Gaspare Morello fu il fondatore e il primo preside del Liceo Classico Comunale (istituito nel 1925 e parificato nel 1930) e della maggiorparte delle scuole cittadine. Successivamente fu preside al Liceo Classico di Fermo e poi di Velletri. Dal 1951 al 1961 fu nuovamente preside del Gian Giacomo Adria



La lapide a lui dedicata dal Centro Studi


Don Gaspare Morello - (29/09/1891 - 14/01/1980)
Ordinato il 07/10/1915 da mons. Audino
Cimitero - Lapide


30 settembre 1961
Collegium Adrianum, amici, colleghi ed alunni


Lo scalone dell'antico Collegio dei Gesuiti per tanti anni sede del Liceo 


1927 - I primi quattro allievi del Liceo classico comunale con i professori
In piedi gli allievi: Alberto Rizzo Marino, Giuseppe Angelo, Giuseppe Hopps, Giacomo Saffiotti
Seduti i professori: Giuseppe Boscarino (Storia dell'Arte), Pompeo D'Enrico (Matematica e Fisica), don Gaspare Morello (Lettere Italiane, Storia e Filosofia), Antonio Bologna (Latino e Greco), Giuseppe Napoli (Scienze)

Il Liceo nasce dalla fusione del Regio Ginnasio (1863) con il Regio Liceo (1935) e il Liceo comunale (1930). Il nuovo istituto Liceo Classico venne intitolato al medico umanista Gian Giacomo Adria nel 1935.

Raffaele Castelli - (21/4/1838 - 29/12/1919)
Nacque dal notaio Santo Castelli e da Francesca Dado. La partecipazione ai moti del 1860 lo costrinse a interrompere gli studi di Giurisprudenza e ad occuparsi della propria formazione da autodidatta.

Fu principalmente un educatore, ma si distinse anche come poeta, latinista, studioso del folklore siciliano e traduttore dal tedesco e dal francese. Tradusse, tra l'altro, gli Idilli di Salomone Gessner. Pubblicò anche dei Versi italiani. Fu vicepresidente dell'Amministrazione provinciale. Umanista e demologo, collaboratore e amico stimato di Giuseppe Pitrè. Collaborò a giornali e riviste, tra cui: "Nuove Effemeridi Siciliane" (Palermo), "Archivio per lo Studio delle Tradizioni Popolari" (Palermo),"Il giardino letterario" (Mazara del Vallo). È incluso in alcuni importanti repertori dell'epoca, come il Oictionnaire International des Écrivains du Monde Latin, il Oictionnaire International des Folkloristes Con temporains, la Revue Bibliographique universelle Polybiblion. Sulla attività di folclorista e sui suoi rapporti col Pitrè sono state svolte delle tesi di laurea presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Palermo. Professore per più di quaranta anni presso il Ginnasio e Preside dello stesso Liceo “G. G. Adria” di Mazara dal 1887 al 1911, Castelli è stato autore di traduzioni latine e di opere poetiche. Gli è stata intitolata una via e presso il suo Liceo è stato eretto un busto in sua memoria. Come molti intellettuali del tempo, agli interessi demologici il Castelli pervenne per le antiche e sperimentate vie della letteratura. Latinista colto e raffinato, esperto di tradizioni e profondo conoscitore dei testi del mondo classico, egli guardò alle tradizioni popolari con l'ottica evoluzionista di chi vi ritrovava reminiscenze del passato, elementi di un sostrato culturale irriducibile e persistente. Non il popolo romanticamente inteso era oggetto delle sue indagini, quanto piuttosto il volgo con le sue "ubbie e superstizioni" da documentare come patrimonio collettivo dell'umanità e di memoria storica. Il Pitrè apprezzò molto i materiali di documentazione raccolti dall'amico mazarese, a tal punto da riconoscere l'interesse scientifico e da utilizzarli pienamente nei suoi testi. Recentemente è stato ristampato a cura dell'Istituto Euro Arabo di Studi Superiori un suo volume "Dell'immaginario popolare" (Scritti vari).


Opere poetiche
- Versi latini, Mazara del Vallo, Ajello, 1914.Traduzioni
- Publius Ovidius Naso, I Fasti, trad. in poesia italiana, Palermo, Volpes, 1876;
- Publius Ovidius Naso, Delle Tristezze. Libro I, trad. in poesia italiana ed annotato, Palermo,  Montaina, 1880;
- H. Gaidoz, La religione dei Galli e il vischio di quercia, Palermo, Montaina, 1881.

Opere saggistiche
- Credenze ed usi popolari siciliani, Palermo, Montaina, 1878; 2a ed., 1880; rist. anastatica, Sala    Bolognese, Forni, 1980; rist. anastatica, Catania, Brancato, 1987;
- La mitologia dei boschi nelle tradizioni popolari classiche, Palermo, 1900;
- Credenze ed usi popolari siciliani, Palermo, Il Vespro, 1980. (Collana "L'altro ieri", diretta da Aurelio Rigoli).
Critica
- «Giornale di Sicilia», 26 agosto 1876;
- P. Sebillot, Credenze ed usi popolari siciliani raccolti dal professore Raffaele Castelli, «Revue de  linguistique», Parigi, 1880, p. 436-437;
- «Il Buon Consigliere», Roma, 19 marzo 1904;
- «Rivista di Roma», 3-10 luglio 1904;
- «La Tribuna», Roma, 8 novembre 1915;
- C. Castelli, Un umanista dell'Ottocento: Raffaele Castelli, «Trapani», 1975;
- A. Cusumano, Raffaele Castelli, un intellettuale periferico, «Libera Università Trapani», lO, luglio 1991, n° 28, p. 27-51.

Atrio del Palazzo dei Gesuiti, in piazza Plebiscito, che per anni fu sede prima del Liceo Classico, poi del Liceo Scientifico ed anche della Scuola Media Statale. Oggi sede del "Centro Polivalente di Cultura

Michele Polizzi (notaio), Giovanni Burgio, Nino Hopps, Gaspare Romano, Messina Antonino, Morello Antonia, Pompeo d'Enrico, Antonio Bologna, don Gaspare Morello, Giuseppe Boscarino

Manifestazioni per il Centenario
Medaglia coniata per i Cento Anni del Liceo su bozzetto del prof. Vito Gallo


Retro


L'umanista Gian Giacomo Adria, mazarese, al quale è intitolato il Ginnasio Liceo, in una terracotta dello scultore Enzo Santostefano


Il prof. Nino Sammartano (1897 - 1986), mazarese, docente e magnifico Rettore dell'Univiversità d'Urbino

Pubblicazione a cura di Gianni Di Stefano e di Elena Lombardo Barbera



Altri presidi
Giuseppe Napoli (1900-1984) - preside dal 1961 al 1970


Gianni Di Stefano (1921 - 2000) - dal 1974 - 1989

Negli anni Ottanta Il preside Gianni Di Stefano fece deliberare dal Consiglio d?istituto l'istituzione di una pubblicazione "Annali del Liceo "Gian Giacomo Adria" che furono pubblicati anche dopo dai suoi successori sino agli anni Novanta.

Mons. Emanuele Catarinicchia, il preside Vito Ingrasciotta, dr Tonino Salvo


La Lapide che ricorda i dodici ex allievi del G. G. Adria caduti per la patria


Aviatore Giuseppe Grassa (1891 - 1920)
Morto a Bushire nell'Iran 11 aprile 1920, mentre tentava il Raid Roma - Tokio.
Bronzo dello scultore Domenico Li Muli, donato dall'Accademia Seluntina di scienze lettere arti.
Il bronzo fa parte del monumento agli aviatori mazaresi caduti per la Patria, murato nel 1981.
Nel 1927 una nave della Marina Militare Italiana, riportò in patria i corpi di G. Grassa e di Gordesco, su Mazara durante i funerali uno stormo di aerei sorvolò la città in senso di omaggio per i valorosi caduti. Il corpo si trova nel cimitero di Mazara nella cappella di famiglia.


Giuseppe Grassa
A lui è stata intitolata una scuola media. Pioniere dell'aviazione. Nel 1919 volò con Mario Stoppani (famoso aviatore da Torino a Barcellona in quattro ore. Fu amico di Gabriele D'Annunzio. 


Mario Stoppani, (Lovere 1895-1959) asso della I Guerra mondiale (il più grande collaudatore italiano più di cento velivoli collaudati). Al termine del conflitto venne assunto presso la Società Ansaldo come pilota-collaudatore. In questa veste portò in volo il primo esemplare dello ZA500, famoso in seguito per il volantinaggio su Vienna di Gabriele D'Annunzio. Successivamente è impegnato presso la scuola idrovolanti come istruttore di volo e qualche anno dopo ai "Cantieri Riuniti dell'Adriatico" CRDA di Monfalcone, dove iniziò un'intensa collaborazione con l'ingegnere Filippo Zappata.

Ex allievi caduti per la Patria
Vito Bonsignore, Guido Mattana, Epifanio Mattana, Nicolino Ippolito, Giuseppe Patera, Epifanio Barracco, Giuseppe Grassa, Adolfo Lombardo, Ettore Ditta, Angelo Romano, Giovanni Romano, Filippo Castelli

Ex allievi che, all'epoca, si sono distinti nell'ambito delle loro professioni
Mario Sansone, Nicolò Gandolfo, Emanuele Sansone di Torrefranca, Francesco Bascone, Giuseppe Emanuele di Torrealta, Isidoro Perricone La Rocca, Naedo Attilio Morsellino, Ludovico La Grutta, Giuseppe Giacomazzi, Leonardo Bonanno, Filippo Napoli, Giovan Battista Raja 


Roma 26/10/1988 - piazza San Pietro
L'Alfiere del lavoro, ex studente del G.G.Adria, viene presentato a S:S. Giovanni Paolo II

24 novembre 1987
Il ministro degli esteri Giulio Andreotti, durante l'inaugurazione del XVII anno accademico consegna a Luigi Cajazzo la cravatta della Residenza Universitaria della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, dove è stato ammesso per concorso nazionale.


Medaglia per gli allievi meritevoli

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