venerdì 30 gennaio 2009

Pallavolo

La palestra della Scuola Media "Giuseppe Grassa" è stata per anni utilizzata per Campionati di Pallavolo. Alcuni docenti della scuola sono stati protagonisti e promotori di un periodo di intensa attività sportiva che tanto lustro ha dato alla scuola e tante opportunità ai ragazzi. Tra di responsabili ricordiamo: Enzo Rizzuto, Ardenzio Rubino, Pietro Loiacono, Vito De Simone, Salvino Albanese e Giacomo Anselmo. Di seguito alcune immagini di quel periodo


Audenzio Rubino, Enzo Rizzuto

 






In pulman
Patrizia e Audenzio Rubino, Giacomo e Carmen Anselmo, Rosaria Tumbiolo, Antonina Zelante, Letizia Ingargiola, Pietro loiacono, Enzo rizzuto

 In trasferta



Enzo Rizzuto, Audenzio Rubino


 Audenzio Rubino, Enzo Rizzuto, Franco Ciulla




sabato 10 gennaio 2009

Teatro Garibaldi

In origine era un magazzino sito nella via dei Molini al civico 50 (oggi via del Carmine). Nel 1825 viene trasformato in un vero teatro a cura del comune, e denominato “Teatro Comico”. Date le crescenti esigenze si pensò di ingrandirlo, ma tale proposito, rimase a lungo pura intenzione.
Solo nel 1848 si concretizzò la volontà di ampliarlo e renderlo più decoroso. Il progetto fu affidato dalla Giunta civica all’architetto don Gaspare Viviani, canonico di Castelvetrano; i lavori grossolani furono affidati a maestri artigiani mazaresi, mentre per le decorazioni pittoriche, la doratura e gli addobbi l’incarico fu dato al palermitano don Rocco Lentini. Fu inaugurato e chiamato “Teatro del Popolo” fino al 1862, anno in cui fu, come era moda a quei tempi, intitolato all'eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi.




E' stato per lunghi anni in restauro. Ci sono entrato da bambino quando in uno stato di degrado totale, vi facevano le prove, utilizzando solo il piano terra, i componenti della civica banda musicale, e dopo tanti anni ancora rimane a testimoniare l'inefficienza delle amministrazioni comunali che si sono avvicendate nella gestione della cosa pubblica in tutti questi anni. La giunta Cristaldi ha nel 2010 ultimato i lavori per renderlo agibile (capacità consentita 99 posti in totale) e oggi è fruibile per le rappresentazioni.


In questo luogo, negli anni sessanta, in un totale stato di abbandono, tra un mare di polvere e tra i resti degli strumenti musicali della disciolta Banda comunale lasciati lì a marcire, noi ragazzi, maturandi del 63/64 abbiamo fatto le prove della commedia di fine anno, "'U contra" di Nino Martoglio. Subito dopo fu chiuso e da allora non è stato reso fruibile.



Botteghino

Uscita di Sicurezza

Nella nostra città pur se con alterne fortune, il teatro amatoriale ha sempre albergato. Nel passato con calibri del dott. Del Franco, che rimane un punto fermo di riferimento, ma anche in epoca recente alcuni amici si sono distinti in questo ambito. Ricordo tra i tanti Salvatore Giacalone, Gianni Casale, Pietro Adelendi, Egidio Sparacello, Girolamo Cristaldi.
Questi sono alcuni dei nomi che risalgono ai miei tempi, recentemente si sono costituite alcune



Associazioni culturali con queste finalità.
1928
Una rara locandina di una rappresentazione teatrale. Ho notizia solo della piccola Maria Masek. Trattasi di Maria Calabrese Rubino (cognome modificato in Massi dalle leggi fasciste, per eviatare di essere espatriata, madre del Farmacista Giancarlo Calabrese) che all'epoca aveva cinque anni.



Anni Trenta

Compagnia FiloLirica Mazarese
Grazie ad alcuni amanti di musica lirica, tra i quali spicca la figura dell'illustre avv. Franco Barracco coadiuvato dal maestro Santi Antonucci di Alberobello, direttore della banda musicale mazarese, sorse in città una Filolirica ben organizzata e molto affiatata tanto che potè eseguire nel piccolo teatro Garibaldi opere come la Traviata, la Cavalleria rusticana, i Pagliacci, il Rigoletto ecc.
Si può ben immaginare la mole di lavoro dei due appassionati Barracco ed Antonucci, i quali da un manipolo di volenterosi dilettanti (artigiani, negozianti, impiegati, casalinghe), poco adusi alla scena e poco evoluti nelle insidie del pentagramma, dovettero realizzare una credibile compagnia teatrale. Facendo leva sulla soprano Iride Motto Di Maria e sul tenore rag. Pietro Milone il folto gruppo di appassionati, come raffigurato nella foto, sotto la direzione del maestro Antonucci, la cui orchestra era composta prelevando molti elementi della Banda municipale, diede vita ad una stagione musicale che riamane negli annali. Nemmeno quando folleggiavano le operette o quando calcavano le scene le grandi compagnie di prosa (come quella di Tommaso Marcellini, di Ciro Berardi, di Gandusio e di Robert), il teatro Garibaldi conobbe tanto successo come quello ottenuto con la Filolirica. Una figura che merita di essere ricordata è quella del provetto organizzatore ed amministratore, Ignazio Bascone (fotografo) che con pianta del teatro alla mano prenotava i palchi, i posti in platea e nel loggione e data la modesta capienza, il teatro in breve tempo risultava tutto esaurito. Tra i protagonisti ci piace ricordare Nello Buscemi, nella parte di baritono nei Pagliacci e nella Boheme, Vincenzo Cristaldi, nella parte di medico della Traviata, Pino Leone. Ma la punta di diamante, 
la soprano Iride Motto che costituiva la spina dorsale della compagnia nella parte di Santuzza, nella Cavalleria rusticana,  Il successo delle rappresentazioni fu enorme tanto che il maestro Antonucci, la domenica, per consentire al popolo di gustare la buona musica, eseguiva pezzi celebri delle opere sul palchetto della villa Jolanda a beneficio di tutti.


Iride Motto Di Maria
Nacque casualmente in Sicilia (Piazza Armerina 1882 - Milano 1962) dove il padre, colonnello dell'esercito e professore, era stato convocato per una commissione d'esame. Subito rientrò a Torino dove studiò con il maestro Giulio Tanara e debuttò nel 1905 al Vittorio Emanuele di Torino in Cavalleria Rusticana. Dopo pochi anni sposò Antonino Di Maria e si trasferì definitivamente in Sicilia. Continuò ancora a cantare ma solo nei teatri siciliani e, dopo la morte del marito, si trasferì a Palermo per insegnare al Conservatorio. Trascorse gli ultimi anni a Milano ospite della Casa di Riposo G.Verdi.

Rappresentazione di Manon al Teatro Sociale di Biella ; pubblicata in Ars et Labor, maggio 1906, pag.420 ; Sul margine inferiore firma autografa : Milano 6.3.906 Iride Motto
Giovanni Assale, fotografo (Torino, dal 1900 in Corso Vittorio Emanuele 96)


Nello Buscemi (tenore)


Maestro Sante Antonucci e il soprano Iride Motto
Da sin: Nello Buscemi (baritono), Antonino Buscemi, Antonino Di Maria (marito di Iride Motto) Emilio Di Maria (figlio di I.Motto), Giuseppino Alagna, Giovanni Hopps (baritono), Vittorio Salvo (facianu), Domenico Giacalone, Dino Serra, Francesco Barracco, Amalia e sorelle Serra, Girolamo Romagnosi, Castrense Romagnosi, Giovanni Serra, Felice Patti, Giuseppe Sammartano, Vincenzo Cristaldi, Giuseppe Aiello, Vincenzo Fasulo, Giuseppe Patti, Stefano Napoli ecc.


La FiloLirica in una foto ricordo
I Fila: 4° Modesto Serra, 9° Giuseppe Sammartano, 11° Nello Buscemi
III Fila: 3° Sante Antonucci, 4° Iride Motto (soprano) 5° Antonino Di Maria (marito di I.Motto), Ingargiola (ultimo seduto)

Iride Motto

lunedì 5 gennaio 2009

Cerimonia di commiato

Burkina Faso - 8/1/2015 
Cerimonia di commiatoper la conclusione della missione di mons. Vito Rallo

Commiato con le autorità

Corpo Diplomatico

Cerimonia d'inaugurazione della Sede della Nunziatura Apostolica 


Discorso di S.E. il Signor Primo Ministro
Eccellenza Monsignor Sostituto; Signore e Signori i Ministri; Eccellenze Signore e Signori i Capi di Missione Diplomatica; Eminenza Signor Cardinale; Signori Arcivescovi; Signor Incaricato d’Affari a.i. della Nunziatura Apostolica; Onorabili invitati; Signore, Signori;
Comprenderete facilmente il sentimento di gioia che mi anima questo pomeriggio di essere in mezzo a voi per questa bella cerimonia. Eccellenza Monsignor Sostituto della Segreteria di Stato della Santa Sede; Permettetemi di augurarvi, ancora una volta, a nome del popolo burkinabè tutto intero, il più cordiale dei benvenuti. Il nostro paese si onora di accogliere, nella vostra persona, un alto dignitario della Chiesa cattolica, un rappresentante di Sua Santità Papa Francesco.
Vi prego, Monsignore, di volere cortesemente trasmettere al Santo Padre i sentimenti di profondo rispetto e di affetto che il popolo burkinabè prova nei suoi confronti.
Siamo stati molto sensibili alle parole gentili che il Sommo Pontefice ha avuto per il popolo del Burkina Faso “impegnato in un periodo di trasformazioni politiche ed istituzionali importanti” per riprendere, parola per parola, le parole di Papa Francesco, parole pronunziate in occasione del suo discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il 12 gennaio scorso.

Eccellenza, Onorabili invitati, Signore, Signori, 
La nostra presenza qui, alla Nunziatura Apostolica, è la manifestazione, se ancora ve ne fosse bisogno, dell'eccezionale qualità delle relazioni che esiste tra il Burkina Faso e la Santa Sede. 
Questa relazione privilegiata, la dobbiamo, in grande parte, a Monsignor Nunzio Apostolico, Sua Eccellenza Monsignor Vito Rallo, che si trova al termine della sua missione, dopo aver trascorso sette anni in mezzo alle popolazioni del nostro paese. 
Nella sua qualità di Nunzio Apostolico e di Decano del Corpo Diplomatico, Monsignor Vito Rallo è stato uno degli ambasciatori più ascoltati e più rispettati. 
Monsignor Rallo, a cui abbiamo detto arrivederci col più grande dispiacere, ha suscitato, nell'esercizio delle sue funzioni, la stima delle più alte autorità e delle popolazioni dappertutto nel nostro paese che egli ha percorso, fino nei villaggi più remoti. 
Umano, Vito Rallo, lo è stato lungo tutto il suo soggiorno in Burkina Faso. Sotto il suo impulso, tutte le componenti del nostro paese hanno beneficiato dell'appoggio multiforme della Santa Sede. 
Questo è per dirvi quanto abbiamo apprezzato la forza della sua fede, la sua devozione per la causa degli ultimi, il profondo senso del dovere che l'animano e che hanno ispirato la sua missione in Burkina Faso. 
Monsignor Sostituto, Eminenza Signor Cardinale, Eccellenze, Signore e Signor
Le relazioni del Burkina Faso con la Santa Sede, le numerose partnership al servizio di tutto il popolo burkinabè nei campi tanto vari, quali il settore della salute, della formazione scolastica, universitaria e professionale, dell’aiuto sociale, sono tutti sottesi dalla condivisione degli stessi valori, quelli che la Chiesa universale promuove dovunque nel mondo. 
Questi valori che difendiamo quotidianamente nel nostro paese, sono i valori di umanesimo, di dialogo, di solidarietà e di giustizia. 
È in nome della difesa di questi valori così cari al loro cuore, che i burkinabè hanno deciso di dare un altro corso al loro destino con l'insurrezione popolare del 30 e 31 ottobre 2014. 
Le autorità religiose, di ogni confessione, per la forza del loro impegno accanto al popolo, hanno contribuito a questo inizio della trasformazione qualitativa della nostra società. 
Eccellenza Monsignor Sostituto, Eminenza Signor Cardinale, Eccellenza Signore e Signori, Onorabili invitati, 
Vorrei cogliere l'opportunità che ci offre la nostra presenza qui, in questa prestigiosa rappresentanza diplomatica che è la Nunziatura Apostolica, per ricordare che l'umanità non ha altre scelte che quelle della solidarietà e della cooperazione internazionale. 
Il nostro mondo che fa fronte oggi all’ascesa del pericolo terroristico che prospera sul terreno dell'ingiustizia, della povertà e della perdita di riferimenti, ha bisogno, più che mai, di conciliare armoniosamente sviluppo economico e sviluppo spirituale e culturale. 
È su questo concetto di umanesimo integrale che riposa la diplomazia della Santa Sede. Non avendo altri interessi da difendere salvo quello della pace universale, che è il messaggio della Chiesa, i vostri Nunzi Apostolici arrivano a parlare al mondo intero. 
Difatti, la Nunziatura che inauguriamo oggi qui a Ouagadougou, è un anello di questa impressionante copertura diplomatica della Santa Sede, presente in più di 170 paesi. 
Questa diplomazia così attiva, così efficace, la Santa Sede la mette al servizio dell'umanità. 
Permettetemi di salutare, qui, una delle vostre ultime azioni. 
Voglio parlare del ruolo di primo piano che la Santa Sede ha giocato nella ripresa storica del dialogo tra gli Stati Uniti di America e Cuba. 
Eccellenze, Onorabili invitati, Signore, Signori, 
Il mondo non può fare a meno della Santa Sede del cui impegno ha bisogno. Noi abbiamo bisogno del suo ruolo nella comunità delle nazioni. Forte di questa convinzione Sua Eccellenza il Signor Michel KAFANDO, Presidente della Transizione, Presidente del Faso, ha deciso di stringere i nostri legami con la Santa Sede con l'apertura prossima di una Ambasciata residente del Burkina Faso presso la Santa Sede. Le procedure relative sono già molto avanzate e noi ringraziamo la Segreteria di Stato per la benevolenza e la sollecitudine con le quali sostiene la nostra decisione. 
Eccellenza Monsignor Sostituto della Segreteria di Stato, Permettetemi di dirvi, ancora una volta, che la vostra presenza tra noi è motivo di fierezza e un momento di gioia che i burkinabè delle altre confessioni religiose condividono con i loro fratelli cattolici. 
Presente a questi momenti di esultanza, il governo burkinabé conta sul vostro contributo presso Sua Santità, per il rafforzamento delle relazioni tra la Santa Sede e il Burkina Faso. 
Viva la cooperazione tra la Santa Sede e il Burkina Faso; 
Dio benedica il Burkina Faso; 
Vi ringrazio! 



Discorso di S.E. Abdelkrim BENCHIAH, Ambasciatore d’Algeria, per salutare S.E. Mons. Vito Rallo, giunto al termine della sua missione in Burkina Faso, 8 gennaio 2015.

Sono immensamente onorato e particolarmente felice di prendere la parola davanti a voi per rivolgere un saluto a S.E. Mons. Vito Rallo, Nunzio Apostolico, in missione diplomatica presso il Burkina Faso dal 2007. Questo insigne onore mi compete, oggi, per rivolgergli i miei più vivi ringraziamenti, anzitutto, per la preziosa e commovente allocuzione che viene di pronunciare nei miei confronti, nonché per la gratitudine e la considerazione dei sentimenti di amicizia e di sollecitudine che egli ha sempre nutrito verso noi tutti nel corso della sua missione. Le parole restano deboli per esprimere tutta la riconoscenza e prego Dio di sciogliere la mia lingua e di donarmi l’ispirazione per trovare la buona parola.

Eccellenza,
Vi è una generosa tradizione e un momento magico che voi desiderate perpetuare in seno al Corpo diplomatico, per incontrare e salutare gli Ambasciatori al termine della loro missione diplomatica, in cerimonie solenni, delle quali voi siete il solo a conservare, gelosamente, il segreto. Voi le avete anche voluto segnare della vostra impronta singolare fin dalla costruzione di questa Nunziatura, dove noi abbiamo ancora il privilegio di essere ospiti, questa sera, e che voi avete costruito secondo le dimensioni della vostra missione, di diplomatico, ma anche uomo di fede e di cuore.
Che sia sotto l’angolo della vostra diplomazia attiva o sotto l’angolo della fedeltà ai vostri valori spirituali, o sotto l’angolo dell’esuberanza mediterranea, gli echi delle confidenze che ci pervengono indicano che tutte le vostre azioni sono altamente apprezzate dalle Autorità d’accreditamento, dalle popolazioni e dal Corpo diplomatico. Le caratteristiche di una missione pienamente riuscita.
Alcuni vedono in voi il rappresentante di un ecumenismo inter-civilizzazionale con una rara erudizione e considerevole tatto. La vostra disponibilità al dialogo e il vostro cuore sempre aperto e disponibile, ma senza alcun compromesso, vi hanno valso il riconoscimento di un franco parlare, ascoltato e seguito. E là dove sarebbe stato più semplice per voi di andare là dove andate, di adulare gli uni, di rilasciare approvazioni, di distribuire con prodigalità segni di soddisfazione e di giubilo affinché tutti trovino accoglienza presso un Nunzio Apostolico, compiacente o almeno candido e simpatico, avete preferito il messaggio del ritorno alla rettitudine e all'equilibrio, e denunciare la perfettibilità.
Come molti altri, credo, Eccellenza, senza sbagliarmi, che anche voi stimate la diplomazia come l’arte del dialogo e che la religione, dimensione altamente spirituale, sono luci ed è l’ignoranza degli uomini che le trasforma in tenebre. Esse sono per essenza pace e tolleranza, ma la stupidità umana li trasforma in esclusione, guerra e odio. Questa sfortunata predisposizione umana non è esclusiva di un popolo o di una regione, e la storia umana è ricca di esempi in tal senso. Il dialogo dei popoli e delle culture è uno dei motori del progresso. Esso è un fattore di perfettibilità del genere umano nel suo insieme, del lavoro incompiuto di umanizzazione dell’uomo e di ciò che si chiama civilizzazione.
Sottolineare la vostra devozione e il vostro impegno a tal soggetto è un modo di rendervi un omaggio di cui noi non siamo i soli a testimoniarvi. Un obiettivo al quale noi ci attacchiamo nel corso della nostra missione è di creare dei ponti tra i Paesi affinché i popoli si rispettino e vivano insieme in una differenza feconda e una mondializzazione accettata…
Su questi pensieri, terminerò il mio discorso parafrasando uno dei grandi filosofi Ibin El Arabi che diceva qualche secolo prima nella lontana Andalusia: “Il mio cuore è il chiostro del mondo cristiano, una galleria per gli idoli, una prateria per le gazzelle, la Kaaba per il pellegrino, e il mio credo è il mio prossimo”.
Grazie ancora una volta Eccellenza, vi auguro una buona salute ritrovata in mezzo ai vostri familiari e che possa Dio ricompensarvi per tutte le buone azioni che voi compite.
Permettetemi infine, di presentarvi il dono che vi offre il Corpo diplomatico quale souvenir della vostra presenza in mezzo a noi.
Ai colleghi e amici auguro una buona continuazione della vostra missione in Burkina Faso e che tutti i miei voti di pace, salute e prosperità per voi stessi e per tutte le persone che vi sono care vi accompagnino.
Grazie della vostra attenzione, alziamo i calici per un brindisi in onore del Nunzio Apostolico.


Commiato con i vescovi

Incontro, prima della partenza, con lebbrosi, detenuti, 
streghe (povere donne del popolo chiamate così dal popolo superstizioso)



... con i lebbrosi


... con i detenuti



domenica 4 gennaio 2009

Onorificenza a mons. Vito Rallo

Discorso di S.E. il Sig. Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Regionale, S.E. Sig. Michel KAFANDO, Presidente del Faso, in occasione del conferimento dell’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine Nazionale del Merito del Burkina Faso a S.E. Mons. Vito RALLO, Nunzio Apostolico, Decano del Corpo Diplomatico,

Ouagadougou, 9 gennaio 2015

Signor Ministro Delegato
Sua Eminenza il Sig. Cardinale Philippe Ouedraogo,
S.E. Mons. Vito Rallo, Nunzio Apostolico, Decano del Corpo Diplomatico,
Le Loro Eccellenze gli Arcivescovi,

Signore e Signori.
In primo luogo, desidero ringraziarvi di aver accettato questo invito in onore di S.E. Mons. Vito Rallo, Nunzio Apostolico, al termine della missione nel nostro Paese.
Esso è anche l'occasione per rinnovare a ciascuno di voi i miei auguri di salute, benessere e prosperità per il 2015.
Monsignor Nunzio Apostolico,
dopo sette anni trascorsi in Burkina Faso, vi trovate al termine di una missione ben compiuta e ben riempita nel nostro Paese. La presente cerimonia, sebbene sia modesta, è il nostro modo di salutare gli impegni che voi avete portato avanti nel corso del vostro ricco mandato, per riaffermare i legami d'amicizia e di cooperazione che uniscono la Santa Sede e il Burkina Faso.

Eccellenza,
siete stato ammesso presso il Seminario Diocesano e il Liceo statale “Gian Giacomo Adria” a Mazara del Vallo, prima di frequentare il Pontificio Seminario Romano Maggiore e il Pontificio Seminario Lombardo per il ciclo superiore. Dopo gli studi in filosofia e teologia voi avete ottenuto una Licenza in teologia morale presso la Pontificia Accademia Alfonsiana, e un Dottorato in Diritto Canonico e Civile presso la Pontificia Università Lateranense. Ordinato sacerdote nell'aprile del 1979 a Mazara del Vallo, avete occupato successivamente diversi uffici ecclesiastici, tra i quali quello di Cancelliere della Diocesi di Mazara del Vallo, di Segretario del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori, di Assistente diocesano dell'azione cattolica. Fondatore e primo rettore della chiesa di Santa Chiara in Mazara del Vallo, poi rettore della chiesa di San Francesco, voi avete espletato importanti funzioni accademiche al Liceo statale “Gian Giacomo Adria” e all’Istituto diocesano di teologia. E’ in quel periodo che voi avete abbracciato la carriera diplomatica nel febbraio del 1988, che vi condurrà a importanti responsabilità. Dal 1988 al 1992 siete stato nominato Addetto e Segretario di Nunziatura in Corea del Sud, in Senegal, Mali, Capo Verde, Guinea Bissau e Mauritania. Dal 1992 al 2004 avete servito successivamente in Messico, Libano, Spagna. Dal 2004 al 2007 siete stato nominato Inviato speciale e Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa, e il 12 giugno del 2007 siete stato nominato Arcivescovo titolare di Alba. I vostri eminenti servizi sono stati riconosciuti con onorificenze nel 1992 e nel 2003. Il 12 giugno del 2007 siete stato nominato Nunzio Apostolico in Burkina Faso e Niger, con residenza a Ouagadougou, dove voi avete preso ufficialmente le funzioni il 23 novembre del 2007. Che favoloso percorso diplomatico e che ricca esperienza di vita!

Eccellenza Monsignor Nunzio Apostolico,
dopo la vostra presa di funzioni, non avete risparmiato alcuno sforzo per portare alto il livello delle relazioni di amicizia e cooperazione tra il Burkina Faso la Santa sede.  A questo titolo, avete visitato il territorio burkinabè per compiere la vostra missione presso differenti diocesi, impegnandovi nella realizzazione di alcuni programmi di carità, quali la promozione dell'adozione a distanza di fanciulli, la realizzazione di pozzi, la distribuzione di cereali ad alcune famiglie bisognose e di sementi migliorate a famiglie di agricoltori, la costruzione di centri d'accoglienza per persone vulnerabili, di una sala di pediatria presso il Centro medico Paolo VI. Sotto il vostro mandato, la Nunziatura anche finanziato un Centro medico e sociale a Nouna, e donato borse di studio a 22 studenti universitari dell'Università di San Tommaso. Nel campo dell'insegnamento, la Chiesa Cattolica ha partecipato al nostro sviluppo erigendo 236 istituti scolastici, che vanno dal prescolare al superiore, i quali contribuiscono a migliorare significativamente e a rafforzare il sistema educativo nel nostro Paese. Per tutti questi motivi, il governo e il popolo del Burkina Faso attraverso la mia voce vi dice semplicemente grazie.

Eccellenza,
in riconoscenza del vostro impegno personale nel rafforzamento delle relazioni tra la Santa Sede e il Burkina Faso, ho deciso di conferirvi un’Onorificenza.

Eccellenza,
Voi lasciate il Burkina ma rimarrete per sempre nei nostri cuori; e le nostre porte vi resteranno sempre molto aperte se per caso, un giorno, ci avvisaste di ritornare a renderci visita in questo Paese che si chiama il Paese degli uomini di Integri e il quale è adesso il vostro Paese.
Buon ritorno, che Dio vi custodisca e vi protegga.


Ministro






sabato 3 gennaio 2009

Udienza privata

19 febbraio 2015, ore 12,30,  mons. Vito Rallo in udienza privata da papa Francesco

Consegna dell’Onorificenza Pontificia

19 Marzo 2014
Consegna dell’Onorificenza Pontificia di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno
Nunzio apostolico e il sig Joseph Hage


Consegna a mons. Rallo dell'onorificienza


Sua Eccelenza mons. Vito Rallo


Autorità e pubblico presenti


Ricevimento


Discorso del Signor Joseph HAGE in occasione della consegna dell’Onorificenza Pontificia di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno da parte del Nunzio Apostolico, Sua Eccellenza Monsignor VITO RALLO
Ouagadougou, 19 marzo 2014

- Signor Direttore di Gabinetto della Presidenza del Faso, Rappresentante di S.E il Presidente del Faso;

- Eminenza;

- Eccellenza Tertius Zongo, ex Primo Ministro;

- Eccellenze Signore e Signori i Presidenti di Istituzioni;

- Eccellenza Signore e Signori i Capi di Missioni Diplomatiche e Consolari;

- Eccellenza Mons. Jean-Marie Compaoré, Arcivescovo emerito di Ouagadougou;

- Signore e Signori i Rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali ed Interafricane;

- Signore e Signori i Consoli Onorari;

- Signore e Signori le Autorità politiche, amministrative, militari, tradizionali e religiose;

- Onorabili Invitati;

- Signore e Signori

Eccellenza Monsignor Vito RALLO e caro amico,
Con la gioia che mi anima in questo giorno tanto memorabile, non so da che cosa cominciare, ma vorrei semplicemente dirvi grazie, grazie e un grande grazie al Sommo Pontefice, Sua Santità Papa Benedetto XVI, per l'onore che mi ha fatto conferendomi questa onorificenza che mi onora personalmente, onora la mia famiglia, la comunità libanese, il popolo del Burkina Faso e la Santa Chiesa Maronita, perché mi considero figlio di tutte queste succitate comunità.
Eccellenza, Monsignore, all'inizio della mia allocuzione, vi ho ringraziato e vi ringrazio ancora perché principalmente è grazie a voi che ricevo questa sera questa onorificenza che ciascuno di noi spera di ricevere un giorno. Sono convinto che molti nostri amici meritano di essere al mio posto questa sera, perché hanno lavorato tanto nel campo di Dio, hanno dedicato una parte della loro vita per la costruzione della Santa Chiesa sia in pietra o in carne, sono stati spesso accanto ai bisognosi e hanno compiuto atti di carità a beneficio di associazioni umanitarie. Penso particolarmente questa sera alla mia cara sposa, Maria Rosa, con cui vorrei condividere questa onorificenza, come anche con tutti gli amici che lo meritano, senza poterli chiamare per nome, per paura di dimenticarne qualcuno.
Caro Monsignor Vito RALLO, prima di ricevere questa distinzione, compivo il mio dovere di cristiano secondo la mia coscienza religiosa, conformemente a ciò che c'insegna la Sacra Bibbia e all'educazione che ho ricevuto dalla Chiesa Cattolica, portando il mio sostegno e la mia assistenza verso il mio prossimo, verso la Chiesa e verso tutti i luoghi di culto, e in modo generale, verso tutte le persone che si trovano nel bisogno, tutto ciò nel limite delle mie possibilità. Agendo così, ero cosciente che compivo il mio dovere, quello di ogni essere umano, cioè di portare il proprio sostegno agli altri sia fisicamente, finanziariamente o materialmente. Ho sempre pensato che ciò che facevo era poco e insufficiente, e che le mie opere di carità erano limitate. Dunque ero lontano da pensare un solo istante che un giorno avrei avuto diritto a un qualsiasi merito o a una qualsiasi distinzione che non meritavo. Dunque sono commosso per l'onore che la Santa Sede ha voluto farmi questa sera.
Se la ragione di questa onorificenza è di ricompensarmi per ciò che ho fatto in seno alla comunità ecclesiale di cui faccio parte, o per i servizi resi alla Santa Sede, prendo la ferma risoluzione davanti a voi, Monsignore, di aumentare le mie relazioni con la Chiesa, sollecitando e pregando San Gregorio Magno, Papa, di cui porto oramai il distintivo, e di seguire la mia missione e il mio impegno nei confronti della chiesa e della società, fino al mio ultimo soffio di vita. Per la storia, è il 1 settembre dell'anno 1831 che Papa Gregorio XVI istituì l’Onorificenza di San Gregorio Magno, il quale ha governato la Sede di Pietro dal 590 al 604. Questa medaglia dell'Ordine pontificio ha decorato molti uomini e donne di questo mondo di cui sono questa sera il 70°, grazie ai favori che hanno fatto e grazie ai loro sacrifici a beneficio dell'umanità.
Caro Monsignor Vito RALLO, se rinnovo ancora una volta il mio grazie, questo non è solamente perché mi è stata conferita l’Onorificenza di Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno, che è un grande distintivo conferito dal Vaticano a personalità che, meglio di me, hanno contribuito, sia per le loro relazioni dirette con la Santa Sede, sia per il loro impegno per le azioni pastorali e per le loro azioni e opere di carità, ma perché, grazie a questa distinzione, avete appena confermato che sono tra quelli che hanno avuto questo merito, e ciò mi procura una soddisfazione tanto morale che spirituale e mi incoraggia a continuare la mia modesta missione, se Dio lo vuole.
Eccellenza Monsignor Vito RALLO, se qualcuno qui merita questa distinzione siete voi Monsignore, ed io dirò anche che meritate la più alta distinzione della Santa Sede, perché adoperate tutta la vostra forza fisica a scapito della vostra salute, e utilizzate le vostre relazioni che avete un po’ in tutto il mondo per portare aiuto finanziario al popolo del Burkina Faso, senza distinzione di religione. Le vostre opere di carità sono fatte nei confronti dei membri di tutte le religioni, perché considerate che tutti gli esseri umani sono fratelli e figli di uno solo Dio.
Vi ho conosciuto fin dal vostro arrivo qui ad Ouagadougou nel 2007 e ringrazio Dio di avermi dato la fortuna di essere vicino a voi, ciò mi ha permesso di conoscervi meglio e di sapere ciò che avete fatto e ciò che continuate a fare per questo Paese. So di voi ciò che molti tra noi non sanno, soprattutto gli sforzi che avete fatto, così come i numerosi spostamenti effettuati al Vaticano per convincere la Santa Sede dell'importanza della costruzione dell'ambasciata della Santa Sede o Nunziatura Apostolica a Ouagadougou per il Burkina Faso e per il Niger.
Vorrei, col vostro permesso, sottolineare all'attenzione dei nostri invitati che la mia impresa GECIBAT che si evolve poi in BTP, ha avuto la fortuna di vincere l’appalto per la costruzione di questa Nunziatura Apostolica, ciò è stata un'opportunità in più per me di essere più vicino a voi e di offrirvi il mio modesto contributo per la realizzazione di questo bel gioiello in cui ci troviamo questa sera, definito dall'ingegnere capo del Vaticano, come l’ha scritto nel suo Rapporto conclusivo: "Si tratta della più bella, elegante e funzionale Nunziatura tra le Nunziature Apostoliche in Africa".
Quale non è stata la mia sorpresa di scoprire in voi un grande architetto, ingegnere e tecnico! Architetto perché avete elaborato i piani architettonici dell'esterno come dell'interno dell'edificio. Ingegnere perché avete rivisto i piani di esecuzione prima di dare il vostro accordo, e certamente dopo avere modificato certe strutture per ingrandire e migliorare l'edificio senza che ciò abbia avuto una qualsiasi incidenza finanziaria sulla sua realizzazione. Tecnico perché avete supervisionato dalla A alla Z tutti i lavori che sono durati quasi 17 mesi e sono stati seguiti attentamente al punto che uno dei miei ingegneri, un giorno, mi ha confidato che non avrebbe mai più costruito una Nunziatura Apostolica e aggiunse che Sua Eccellenza crede di trovarsi a costruire a Roma. In fin dei conti, questo gioiello è stato finito come se fosse stato costruito a Roma. Sono cosciente per il fatto che avete sofferto enormemente durante tutta la durata dei lavori, ma alla fine, spero che abbiate ottenuto il vostro edificio, realizzato nelle regole dell'arte e secondo i vostri desideri.
Monsignor Vito RALLO, non voglio parlare troppo sulle vostre qualità di Nunzio Apostolico e Padre di tutti gli infelici e i poveri, se no questa serata sola non basterebbe per farlo. Riassumerò dicendo che, durante tutto il vostro soggiorno qui, avete effettuato molti viaggi nel Burkina profondo prendendo spesso dalle strade non asfaltate, a scapito della vostra salute, perché i vostri medici vi sconsigliavano questi generi di spostamento che avrebbero potuto aggravare il vostro mal di schiena, per restare accanto ai vostri fedeli e di quelli che hanno bisogno di voi.

A titolo illustrativo, citerò, senza essere esauriente, le vostre seguenti azioni,:

• la Vostra partecipazione al pellegrinaggio a Koupéla; • La consacrazione del Santuario di Nostra Signora di YAGMA; • Le ordinazioni diaconali a Ouagadougou e a Koumi; • Le ordinazioni episcopali a Manga e a Gaoua; • le Vostre partecipazioni ai pellegrinaggi nazionali che si svolgono ogni anno a Yagma, in particolare quello che si è svolto la domenica 2 marzo 2014, quando è stata celebrata una Messa di azione di grazie per il nuovo Cardinale, Sua Eminenza Philippe OUEDRAOGO,; • la Vostra visita pastorale a Kaya; • la Vostra visita al Presidente della comunità Islamica; • la Vostra visita a Sua Maestà il Mogho Naaba; • la Vostra visita alle Dames di DELWENDE; • L'inaugurazione a Zagtouli di uno dei 45 pozzi che avete finanziato; • L'inaugurazione di un dispensario e di una maternità a Nouna; • la Vostra partecipazione all'inaugurazione del viale Papa Giovanni Paolo II. • la Vostra visita ai detenuti della MACO; • la Vostra visita ai fratelli e sorelle lebbrosi ai quali avete dato 30 case; • L'inaugurazione di un centro pediatrico ad Ouagadougou • La costruzione, alla sede di Shalom, di una Residenza sanitaria per accogliere dei medici italiani per una cooperazione medica.
Tutte queste azioni dimostrano a meraviglia che siete un uomo buono, caritatevole e servizievole. Prego l’Onnipotente affinché vi custodisca molto tempo in vita e in buona salute affinché possiate continuare il vostro lavoro per la felicità degli uomini. Vi ringrazio



DISCOURS DE MONSIEUR JOSEPH HAGE A L’OCCASION DE LA REMISE DE LA DISTINCTION DE COMMANDEUR DE L’ORDRE DE SAINT-GREGOIRE-LE-GRAND PAR LE NONCE APOSTOLIQUE, SON EXCELLENCE MONSEIGNEUR VITO RALLO
OUAGADOUGOU, 19 MARS 2014


- Monsieur le Directeur de Cabinet de la Présidence du Faso, Représentant S.E. le Président du Faso ;
- Eminence;
- Excellence Monsieur Tertius Zongo, ancien Premier Ministre ;
- Excellence Mesdames et Messieurs les Présidents d’Institutions ;
- Excellence Mesdames et Messieurs les Chefs de Missions Diplomatiques et Consulaire ;
- Excellence Mgr Jean-Marie Compaoré, Archevêque emerite de Ouagadougou ;
- Mesdames et Messieurs les Représentants des Organisations Internationales et Interafricaines ;
- Mesdames et Messieurs les Consuls Honoraires ;
- Mesdames et Messieurs les Autorités politiques, administratives, militaires coutumières et religieuses ;
- Honorables Invités ;
- Mesdames et Messieurs,


Excellence Monseigneur Vito RALLO et très cher ami,
Avec la joie qui m’anime en ce jour tant mémorable, je ne sais par quoi commencer, mais je voudrais tout simplement vous dire merci, merci et très grand merci au Souverain Pontife, Sa Sainteté le Pape Benoit XVI pour l’honneur qu’il m’a fait en me décernant cette distinction qui m’honore personnellement, honore ma famille, la communauté libanaise, le peuple du Burkina Faso et la Sainte église Maronite, parce que je me considère comme étant le fils de toutes ces communautés ci-dessus citées.Excellence Monseigneur,
Au début de mon allocution, je vous ai remercié et je vous remercie encore parce que c’est principalement grâce à vous que je reçois ce soir cette distinction que chacun de nous espère avoir un jour. Je suis convaincu que beaucoup de nos amis méritent d’être à ma place ce soir, parce qu’ils ont eux aussi beaucoup travaillé dans le champ de Dieu, ont consacré une partie de leur vie pour la construction de la Sainte Eglise, que ce soit en pierre ou en chair, ont souvent été aux côtés des nécessiteux et ont accomplit des actes de charité au profit des associations humanitaires.
Je pense particulièrement ce soir à ma très chère épouse, Marie Rose, avec qui je voudrais partager cette distinction ainsi qu’avec tous les amis qui le méritent, sans pouvoir les nommer de peur d’en oublier.
Cher Monseigneur Vito RALLO,
Avant de recevoir cette distinction, j’accomplissais mon devoir de chrétien selon ma conscience religieuse, conformément à ce que nous enseigne la Sainte Bible et à l’éducation que j’ai reçue de l’Eglise Catholique, en apportant mon soutien et mon assistance envers mon prochain, envers l’Eglise et envers tous les lieux de culte, et d’une manière générale, envers toutes les personnes qui sont dans le besoins, ce, dans la limite de mes possibilités.
En agissant ainsi, j’étais conscient que j’accomplissais mon devoir, celui de tout être humain d’apporter son soutien aux autres, que ce soit physiquement, financièrement ou matériellement. J’ai toujours pensé que ce que je faisais était timide et insuffisant et que mes œuvres de charité était limité. J’étais donc loin de penser un seul instant que j’aurais un jour droit à un quelconque mérite ou à une quelconque distinction que ma modeste personne ne mérité peut-être pas. Je suis donc ému pour l’honneur que le Saint Siège a bien voulu me faire ce soir.
Si la raison de cette distinction est de me récompenser pour ce que j’ai fait au sein de la communauté ecclésial dont je fais partie, ou pour les services rendus au Saint Siège, je prends la ferme résolution devant vous, Monseigneur, d’approfondir davantage mes relations avec l’Eglise en sollicitant et en priant le Pape Saint Grégoire-Le-Grand, celui dont je porte désormais l’insigne, et de poursuivre ma mission et mon engagement vis-à-vis de l’Eglise et de la société, jusqu’à mon dernier souffle.
Pour l’histoire, c’est le 1er septembre de l’année 1831 que le Pape Grégoire XVI à procédé à la mise à jour de la médaille, en reconnaissance du Pape Saint Grégoire-Le-Grand qui a occupé le Siège de Pierre de 590 à 604.
Cette médaille de l’Ordre pontifical a décoré les poitrines de beaucoup d’hommes et de femmes de ce monde, dont je suis ce soir le 70ème distingué, grâce aux services qu’ils ont rendu et grâce à leurs sacrifices au profit de l’humanité.
Cher Monseigneur Vito RALLO,
Si je viens encore une fois de plus pour vous dire merci, ce n’est pas seulement parce qu’il m’a été décerné l’insigne se commandeur de l’Ordre de Saint-Grégoire-Le-Grand, qui est un grand insigne décerné par le Vatican à des personnalités qui, mieux que moi, ont contribué, soit par leurs relations directes avec le Saint-Siège, soit par leur engagement pour les actions pastorales et par leurs actions et ouvres de charité, mais parce que, par cette distinction, vous venez de confirmer que je suis parmi ceux qui ont eu ce mérite, ce qui me procure une satisfaction tant morale que spirituelle et m’encourage à continuer davantage ma modeste mission, si Dieu le veut.
Excellence Monseigneur Vito RALLO,
Si quelqu’un ici mérite cette distinction, c’est bien vous Monseigneur et je dirai même que vous méritez la plus haute distinction du Saint-Siège parce vous employez toute votre force physique au détriment de votre santé, et utilisez vos relations de par le monde pour apporter de l’aide financière au peuple du Burkina Faso sans distinction de religion. Vos œuvres de charité sont faites à l’endroit de toutes les religions, parce que vous considérez que tous les êtres humains sont des frères et fils d’un seul et même Dieu.
Je vous ai connu depuis votre arrivée ici à Ouagadougou en 2007 et je remercie Dieu de m’avoir donné la chance d’être proche de vous, ce qui m’a permis de vous connaitre mieux et de savoir ce que vous avez fait et ce que vous continuez de faire pour ce pays. Je sais de vous ce que beaucoup d’entre nous ne savent pas, surtout les efforts que vous avez consenti ainsi que les nombreux déplacements effectués au Vatican pour convaincre le Saint-Siège de l’importance de la construction de l’Ambassade du Saint-Siège ou Nonciature Apostolique à Ouagadougou, pour le Burkina Faso et pour le Niger. Je voudrais, avec votre permission, souligner à l’attention de nos convives, que mon entreprise GECIBAT évoluant dans les BTP, a eu la chance d’être adjudicataire du marché pour la construction de cette Nonciature Apostolique, ce qui a été une occasion de plus pour moi d’être davantage plus proche de vous et d’apporter ma modeste contribution pour la réalisation de ce beau joyau dans lequel nous sommes ce soir, défini par l’ingénieur en chef du Vatican, comme l’a écrit dans son Rapport conclusif: « Il s’agit de la plus belle, élégante et fonctionnelle Nonciature parmi les Nonciatures Apostoliques en Afrique ». Quelle n’a pas été ma surprise de découvrir en vous un grand architecte, ingénieur et technicien !
Architecte parce que vous avez élaboré les plans architecturaux de l’extérieur comme de l’intérieur du bâtiment. Ingénieur parce que vous avez revu les plans d’exécution avant de marquer votre accord, et bien sûr après avoir modifié certaines structures pour agrandir et améliorer le bâtiment, sans pour autant que cela n’ait une quelconque incidence financière sur sa réalisation. Technicien parce que vous avez supervisé de A à Z tous les travaux qui ont duré presque 17 mois et avez été tellement veillant et délicat, au point qu’un des mes ingénieurs, un jour, m’a confié qu’il ne construirait plus de Nonciature Apostolique et d’ajouter que son Excellence croit qu’il est entrain de construire à Rome. En fin de compte, ce joyau a été terminé comme s’il avait été construit à Rome. Je suis conscient du fait que vous avez énormément souffert pendant toute la durée des travaux, mais au finish, j’espère que vous avez obtenu votre bâtiment, réalisé dans les règles de l’art et selon vos souhaits.
Monseigneur Vito RALLO,
Je ne vais pas trop m’étaler sur vos qualités de Nonce Apostolique et Père de tous les malheureux et les pauvres, sinon cette soirée seule ne suffirait pas pour le faire. Je résumerai en disant qua vous avez, pendant tout votre séjour ici, effectué beaucoup de voyages dans le Burkina profond en empruntant des routes souvent non encore bitumés, au détriment de votre santé car vos médecins vous déconseillaient ces genres de déplacement qui pourraient aggraver votre mal de dos, afin de rester aux côtés de vos paroissiens et de ceux qui ont besoin de vous.
A titre illustratif, je citerai, sans être exhaustifs, vos actions suivantes :
· Votre participation au pèlerinage à Koupéla ;
· La consécration, par vous, du sanctuaire notre Dame de YAGMA ;
· Les ordinations diaconales à Ouagadougou et à Koumi ;
· Les ordinations épiscopales à Manga et à Gaoua;
· Vos participations aux pèlerinages nationaux qui se déroulent chaque année à Yagma, en particulier celui qui s’est déroulé le dimanche 02 mars 2014 et lors duquel il a été célébré une messe d’action de grâce pour le tout nouveau Cardinal, son Eminence Philippe OUEDRAOGO ;
· Votre visite pastorale à Kaya ;
· Votre visite au Président de la communauté Islamique d’alors ;
· Votre visite à Sa Majesté le Mogho Naaba ;
· Votre visite au Dame de DELWENDE ;
· L’inauguration à Zagtouli d'un des 45 forages que vous avez financés ;
· L’inauguration d’un dispensaire et d’une maternité à Nouna ;
· Votre participation à l’inauguration de l’avenue Pape Jean-Paul II.
· Votre visite aux prisonniers de la Maison d’Arrêt et de Correction de Ouagadougou ;
· Votre visite aux frères et sœurs lépreux auxquels vous avez donné 30 maisons ;
· L’inauguration d’un centre pédiatrique à Ouagadougou
· La construction, au siège de Shalom, d'une Résidence sanitaire pour accueillir des médecins italiens pour une coopération médicale;
Toutes ces actions démontrent à souhait à quel point vous êtes un homme bon, charitable et serviable.
Je prie le tout puissant pour qu’il vous garde longtemps en vie et en bonne santé afin que vous poussiez continuer votre œuvre pour le bonheur des hommes.
Je vous remercie.