sabato 10 gennaio 2009

Teatro Garibaldi

In origine era un magazzino sito nella via dei Molini al civico 50 (oggi via del Carmine) di proprietà della Ditta Occhetti. Nel 1825 viene trasformato in un vero teatro a cura del comune, e denominato “Teatro Comico”. Date le crescenti esigenze si pensò di ingrandirlo, ma tale proposito, rimase a lungo pura intenzione.
Solo nel 1848 si concretizzò la volontà di ampliarlo e renderlo più decoroso. Il progetto fu affidato dalla Giunta civica all’architetto don Gaspare Viviani, canonico di Castelvetrano; i lavori grossolani furono affidati a maestri artigiani mazaresi, mentre per le decorazioni pittoriche, la doratura e gli addobbi l’incarico fu dato al palermitano don Rocco Lentini. Fu inaugurato e chiamato “Teatro del Popolo” fino al 1862, anno in cui fu, come era moda a quei tempi, intitolato all'eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi.




E' stato per lunghi anni in restauro. Ci sono entrato da bambino quando in uno stato di degrado totale, vi facevano le prove, utilizzando solo il piano terra, i componenti della civica banda musicale, e dopo tanti anni ancora rimane a testimoniare l'inefficienza delle amministrazioni comunali che si sono avvicendate nella gestione della cosa pubblica in tutti questi anni. La giunta Cristaldi ha nel 2010 ultimato i lavori per renderlo agibile (capacità consentita 99 posti in totale) e oggi è fruibile per le rappresentazioni.



In questo luogo, negli anni sessanta, in un totale stato di abbandono, tra un mare di polvere e tra i resti degli strumenti musicali della disciolta Banda comunale lasciati lì a marcire, noi ragazzi, maturandi del 63/64 abbiamo fatto le prove della commedia di fine anno, "'U contra" di Nino Martoglio. Subito dopo fu chiuso e da allora non è stato reso fruibile.



Botteghino

Uscita di Sicurezza


Nella nostra città pur se con alterne fortune, il teatro amatoriale ha sempre albergato. Nel passato con calibri del dott. Del Franco, che rimane un punto fermo di riferimento, ma anche in epoca recente alcuni amici si sono distinti in questo ambito. Ricordo tra i tanti Salvatore Giacalone, Gianni Casale, Pietro Adelendi, Egidio Sparacello, Girolamo Cristaldi.
Questi sono alcuni dei nomi che risalgono ai miei tempi, recentemente si sono costituite alcune


Prima del 1925 i nobili e i cittadini abbienti frequentavano per assistere agli spettacoli il magazzino di via Molini 50 (via Carmine), gli ecclesiastici seguivano in Seminario i drammi e le tragedie che i chierici realizzavano. Il popolo accorreva ora al teatro delle marionette (Opera dei Pupi) per vedere sceneggiate le leggende cavalleresche del ciclo carolingio, ora a quei teatrini improvvisati nelle pubbliche piazze dove si davano commedie popolari, che talvolta offendevano la morale o la religione, dando luogo a richiami da parte della Curia Vescovile. Personaggio principale era Pulcinella.

Associazioni culturali con queste finalità.
1928
Una rara locandina di una rappresentazione teatrale. Ho notizia solo della piccola Maria Masek. Trattasi di Maria Calabrese Rubino (cognome modificato in Massi dalle leggi fasciste, per eviatare di essere espatriata, madre del Farmacista Giancarlo Calabrese) che all'epoca aveva cinque anni.



Anni Trenta

Compagnia FiloLirica Mazarese
Grazie ad alcuni amanti di musica lirica, tra i quali spicca la figura dell'illustre avv. Franco Barracco coadiuvato dal maestro Santi Antonucci di Alberobello, direttore della banda musicale mazarese, sorse in città una Filolirica ben organizzata e molto affiatata tanto che potè eseguire nel piccolo teatro Garibaldi opere come la Traviata, la Cavalleria rusticana, i Pagliacci, il Rigoletto ecc.
Si può ben immaginare la mole di lavoro dei due appassionati Barracco ed Antonucci, i quali da un manipolo di volenterosi dilettanti (artigiani, negozianti, impiegati, casalinghe), poco adusi alla scena e poco evoluti nelle insidie del pentagramma, dovettero realizzare una credibile compagnia teatrale. Facendo leva sulla soprano Iride Motto Di Maria e sul tenore rag. Pietro Milone il folto gruppo di appassionati, come raffigurato nella foto, sotto la direzione del maestro Antonucci, la cui orchestra era composta prelevando molti elementi della Banda municipale, diede vita ad una stagione musicale che riamane negli annali. Nemmeno quando folleggiavano le operette o quando calcavano le scene le grandi compagnie di prosa (come quella di Tommaso Marcellini, di Ciro Berardi, di Gandusio e di Robert), il teatro Garibaldi conobbe tanto successo come quello ottenuto con la Filolirica. Una figura che merita di essere ricordata è quella del provetto organizzatore ed amministratore, Ignazio Bascone (fotografo) che con pianta del teatro alla mano prenotava i palchi, i posti in platea e nel loggione e data la modesta capienza, il teatro in breve tempo risultava tutto esaurito. Tra i protagonisti ci piace ricordare Nello Buscemi, nella parte di baritono nei Pagliacci e nella Boheme, Vincenzo Cristaldi, nella parte di medico della Traviata, Pino Leone. Ma la punta di diamante, 
la soprano Iride Motto che costituiva la spina dorsale della compagnia nella parte di Santuzza, nella Cavalleria rusticana,  Il successo delle rappresentazioni fu enorme tanto che il maestro Antonucci, la domenica, per consentire al popolo di gustare la buona musica, eseguiva pezzi celebri delle opere sul palchetto della villa Jolanda a beneficio di tutti.


Iride Motto Di Maria
Nacque casualmente in Sicilia (Piazza Armerina 1882 - Milano 1962) dove il padre, colonnello dell'esercito e professore, era stato convocato per una commissione d'esame. Subito rientrò a Torino dove studiò con il maestro Giulio Tanara e debuttò nel 1905 al Vittorio Emanuele di Torino in Cavalleria Rusticana. Dopo pochi anni sposò Antonino Di Maria e si trasferì definitivamente in Sicilia. Continuò ancora a cantare ma solo nei teatri siciliani e, dopo la morte del marito, si trasferì a Palermo per insegnare al Conservatorio. Trascorse gli ultimi anni a Milano ospite della Casa di Riposo G.Verdi.

Rappresentazione di Manon al Teatro Sociale di Biella ; pubblicata in Ars et Labor, maggio 1906, pag.420 ; Sul margine inferiore firma autografa : Milano 6.3.906 Iride Motto
Giovanni Assale, fotografo (Torino, dal 1900 in Corso Vittorio Emanuele 96)



Nello Buscemi (tenore)


Maestro Sante Antonucci e il soprano Iride Motto
Da sin: Nello Buscemi (baritono), Antonino Buscemi, Antonino Di Maria (marito di Iride Motto) Emilio Di Maria (figlio di I.Motto), Giuseppino Alagna, Giovanni Hopps (baritono), Vittorio Salvo (facianu), Domenico Giacalone, Dino Serra, Francesco Barracco, Amalia e sorelle Serra, Girolamo Romagnosi, Castrense Romagnosi, Giovanni Serra, Felice Patti, Giuseppe Sammartano, Vincenzo Cristaldi, Giuseppe Aiello, Vincenzo Fasulo, Giuseppe Patti, Stefano Napoli ecc.


La FiloLirica in una foto ricordo
I Fila: 4° Modesto Serra, 9° Giuseppe Sammartano, 11° Nello Buscemi
III Fila: 3° Sante Antonucci, 4° Iride Motto (soprano) 5° Antonino Di Maria (marito di I.Motto), Ingargiola (ultimo seduto)

Iride Motto

La prima Compagnia di comici, di cui si ha notizia, fu quella diretta da don Antonio Gagliardi, che diede un corso di recite nel maggio del 1936. La compagnia era costituita oltre dal capo comico, la moglie donna Luigia con i figli Luigi e Carolina, don Francesco lodato e la moglie donna Matilde, don BattistaLione, don Vincenzo Barbisi, don Bartolo Lombardo e don Filippo Di Blasi, gli ultimi tre provenienti da Trapani. Lo spettacolo inaugurale fu "I feudatari del castello Blumenthor, ossia la nonna", commedia in 5 atti di Filippo Casali

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