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martedì 10 febbraio 2009

Settimana Santa 2011

Domenica delle Palme al Carcere di Ouagadougou
Mons. Vito Rallo arcivescovo di Alba






Giovedì Santo Parrocchia degli Universitari






Sua Santità Benedetto XVI

Anche Nico Tirone (Nico dei Gabbiani) nella sua galleria dei ricordi vanta un incontro con Sua Santità Benedetto XVI

sabato 7 febbraio 2009

Funerali di Ludovico Corrao


Mons. Domenico Mogavero nella chiesa di Gibellina, 
mentre officia i funerali di Ludovico Corrao (1927-2011)

venerdì 6 febbraio 2009

Pellegrinaggio al Santuario Mariano di Yagma

2012 - Alcune immagini relative al pellegrinaggio nazionale in Burkinia Faso. Una folla di cinquecentomila persone ha partecipato all'evento.Una celebrazione durata tre ore e conclusasi con un ora di adorazione eucaristica e processione, con una folla immensa in ginocchio e in silenzio davanti al S.S.mo Sacramento è un'esperienza di fede unica e indimenticabile, ben lontana dale visioni nostrane.



Officia l'arcivesco Mons. Vito Rallo












mercoledì 4 febbraio 2009

Inaugurazione dell'avenue Pape Jean Paul II

La Cerimonia ha avuto luogo a Ouagadougou il 19 dicembre 2012, alle ore 9.00, nella grande arteria intestata a Papa Giovanni Paolo II, che si trova a poche centinaia di metri dalla fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel. Erano presenti quasi tutti i vescovi del Burkina, alcuni ambasciatori (Arabia Saudita, USA, Unione Europea, Francia, Olanda, Taiwan, Nigeria, Lussemburgo, il Console del Libano), autorità tradizionali e molti fedeli.

Targa della via





Ambasciatori


Vescovi del Burkinia


Alcuni Capi tradizionali

martedì 3 febbraio 2009

Onorificenza a mons. Vito Rallo

Discorso di S.E Sig. Gilles THIBAULT, Ambasciatore di Francia, in occasione della consegna dell’onorificenza dell'Ordine Nazionale del Merito a Sua Eccellenza Monsignor Vito RALLO, Arcivescovo titolare di Alba, Nunzio Apostolico in Burkina Faso e in Niger
Martedì 17 dicembre 2013

- Signor Presidente emerito dell'Assemblea Nazionale,
- Signori Presidenti di Istituzioni,
- Eccellenza Sig. Ministro della Funzione pubblica, del Lavoro e della Sicurezza sociale,
- Signori Consiglieri della Presidenza del Faso,
- Cari Colleghi Capi di Missioni Diplomatiche e Consolari,
- Signore e Signori Rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali ed Interafricane
- Eccellenze gli Arcivescovi,
- Onorabili Membri dell'Assemblea Nazionale
- Distinte Autorità amministrative, politiche, religiose,
- Signore e Signori,

Monsignore,
Sono particolarmente felice e molto onorato di accogliervi questa sera presso la Residenza della Francia con i vostri amici del mondo politico, diplomatico e religioso, in presenza dei vostri collaboratori della Nunziatura. Ricevendovi qui, vorrei, innanzitutto, esprimervi a titolo ufficiale, ma anche molto personale, la riconoscenza e il rispetto della Francia per ciò che siete, ciò che fate e ciò che rappresentate. Da anni, in effetti, la vostra azione in seno alla Chiesa universale è stata messa al servizio della difesa della dignità di ogni essere umano e della solidarietà che ne è il prolungamento naturale. Siete anche una persona molto impegnata nella difesa e nella promozione dei diritti e delle libertà umane. Sono dei valori, che noi tutti qui, i vostri amici, condividiamo e, in primo luogo, la Francia che ha scelto di ricompensare i vostri meriti nominandovi Ufficiale dell'Ordine Nazionale del Merito. Ma prima di consegnarvene le insegne, vorrei, come vuole l'uso, rievocare alcuni dei tratti salienti del vostro percorso, del vostro impegno e della vostra personalità.
Monsignore,
Siete nato, il 30 maggio 1953, a Mazara del Vallo, in Italia, più precisamente in Sicilia.
È là del resto che siete cresciuto. Da lì poi siete partito per Roma presso il Pontificio Seminario Romano e, successivamente, presso il Pontificio Seminario Lombardo in Roma. Dal 1973 al 1978, avete studiato come deve qualcuno che si indirizza al sacerdozio, la filosofia e la Teologia, e concluso questo brillante percorso universitario con l'ottenimento, nel 1987, di un Dottorato in Diritto Canonico e Civile presso la Pontificia Università Lateranense. Intanto non avete dimenticato la vostra cara Sicilia, poiché è a Mazara del Vallo, a casa dunque, che siete stato ordinato sacerdote il 1° aprile 1979. Avete occupato simultaneamente e/o successivamente, secondo il caso, differenti uffici, tra i quali, noto particolarmente quello di Canonico della Basilica Cattedrale, di apprendista e di capo cuoco vicino alla vostra mamma, e anche di Presidente del Comitato cittadino delle celebrazioni in onore del Santo Patrono della città, San Vito, il vostro patrono, ma un poco anche il mio, poiché Vito è il mio terzo nome. Sono certo che vi siete preoccupato di trattarlo bene come quanto i vostri visitatori della Nunziatura. Ma prima di parlare di Ouagadougou, occorre forse che vi faccia lasciare la Sicilia. Pertanto, permettetemi di dire due parole su Mazara del Vallo, città costiera situata a meno di 200 km dalla Tunisia, che le sta di fronte, città aperta sul mondo che ha conosciuto durante i secoli le influenze più varie: particolarmente dei Fenici, dei Greci, dei Cartaginesi, dei Romani, dei Bizantini, degli Arabi, dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi e dei Borboni. Si può immaginare senza sforzo che avete attinto dalle sue radici questo gusto per il viaggio e l'apertura verso gli altri, che avete concretizzato diventando il messaggero della Buona Parola e, soprattutto, abbracciando la carriera diplomatica. Infatti, fate il vostro ingresso nel Corpo Diplomatico della Santa Sede il 20 febbraio 1988. Da allora, avete effettuato nel suo seno, mi permetterete di dirlo così, un sacro percorso o, per dirlo ancora diversamente, un bel giro del mondo.
Siete stato successivamente:
- dal 1988 al 1990, Addetto, poi Segretario di Nunziatura in Corea del Sud;
- dal 1990 al 1992, Segretario presso la Nunziatura in Senegal che copriva anche Mali, Capo Verde, Guinea-Bissau e Mauritania;
- dal 1992 al 1995, Segretario in Messico.
Con il passare degli anni, diventate Consigliere di Nunziatura, funzioni che occupate:
- dal 1995 al 1999, in Canada;
- poi dal 1999 al 2000 in Libano;
- e dal 2000 al 2004 in Spagna.
Al termine del vostro soggiorno madrileno, siete chiamato all’ufficio di Inviato Speciale, Osservatore Permanente della Santa Sede, presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo. Rimante lì tre anni fino al momento della vostra nomina a Ouagadougou il 12 giugno 2007, come Nunzio Apostolico in Burkina Faso e in Niger. Il 28 ottobre 2007, siete infine consacrato Arcivescovo titolare di Alba di Numidia. Ecco dunque un riassunto troppo breve del vostro percorso che vorrei completare dicendo alcune parole circa i vostri impegni. Come lo sappiamo tutti, siete un uomo di fede, ciò va da sé, ma anche di convinzione, un uomo di cultura e di pensiero e, nello stesso tempo, un uomo di azione. L'uomo di convinzione, è colui che opera nel quotidiano qui e in Niger, vi cito: "Per un'evangelizzazione ancora più radicata e per evangelizzare coloro i quali non conoscono ancora il Cristo, in uno spirito di dialogo, di rispetto reciproco e di amore per tutti, senza distinzione di popolo, razza, tribù o religione". Questo uomo è anche colui che a Strasburgo, presso il Consiglio d'Europa, ha fatto sentire la voce della Chiesa nella lotta per la difesa e la promozione dei diritti e delle libertà umane. Come l'aveva ricordato Giovanni Paolo II, l’8 ottobre 1988, a Strasburgo, cito: "La chiesa difende con vigore i diritti dell'uomo perché li considera come necessari al riconoscimento che deve essere dato alla dignità della persona umana… ". Là come qui, non avete cessato di dire quanto il mondo ha bisogno di pace, e di ricordare che la pace è il frutto della giustizia, del rispetto, del dialogo, della fraternità. Shakespeare diceva che "è il latte della tenerezza umana", e Napoleone parlando della pace civile “che essa è il più grande di tutti i beni". È il momento di rievocare l'uomo di cultura e di pensiero, colui che conosciamo tutti, che c'illumina con i suoi consigli avveduti, ci ascolta e ci rassicura, ci sostiene e ci riconforta con la sua parola e la sua presenza. Dietro questo uomo, c'è certamente il pastore, ciò va da sé per i vostri fratelli e sorelle nella fede, mentre noi, i membri della comunità diplomatica, vediamo il decano che riempie il suo ruolo con cuore e intelligenza. In quanto all'uomo di azione, è probabilmente prima di tutto il costruttore che conviene menzionare. Avete portato avanti il progetto ambizioso di dotare il Burkina Faso di una Nunziatura che faccia onore al Paese, ai vostri successori e al Santo Padre. È inutile dire che è una sfida che avete portato avanti con brio, avendo in mente di fare ciò al giusto prezzo, per non dire ad un prezzo inferiore, una Nunziatura funzionale e bella. Alcuni mi hanno detto che questo colpo da maestro non era un tentativo (n.d.r. da novizio). L'uomo di azione è anche qualcuno che rende la presenza della Chiesa effettiva in tutti i campi. In cinque anni e mezzo di presenza in Burkina Faso, la Provvidenza vi ha permesso dunque di contribuire efficacemente al sollievo della sofferenza di numerosi bisognosi. Per non dire cose in più, permettetemi, Monsignore, di riprendere le vostre parole: "Molti aiuti provengono da parrocchie o da diocesi francesi, italiane, spagnole, americane, coreane, tedesche… Esse sono utilizzate nel campo della salute, dell'educazione, dell'acqua e per la costruzioni di chiese. Bisogna far sapere che gli aiuti che arrivano direttamente o indirettamente dalla Santa Sede non servono solamente ai cattolici, ma sono a favore di tutti i Burkinabè senza distinzione di religione, perché tutti gli uomini sono figli del medesimo Dio". Infine, per concludere, Monsignore, vorrei citare delle frasi recenti che si crederebbero quasi vostre, e sono di qualcuno che senza dubbio conoscete, che non è burkinabè, ma della Guinea, il Cardinale Robert Sarah, che dice: "Non solo l'uomo è fatto per sé stesso su questa terra, ma c'è anche un avvenire che è fatto affinché l'uomo rida con Dio".
Ho detto quasi vostre parlando di queste frasi, perché in realtà, in vostra compagnia, è già al presente che l'uomo ride. Il vostro senso dell'umorismo e il vostro buon umore comunicativo sono indubbiamente i segni dell'affetto che vi si porta in un luogo molto in alto, e io non parlo né di Kosyam, della Casa Bianca, dell'Eliseo o del Vaticano, no, voglio dire ancora in un luogo ancora più in alto, ma mi avete compreso e anche tutti voi.
Monsignore,
Il carattere notevole del vostro percorso, il vostro impegno in favore dei diritti fondamentali, del diritto alla libertà religiosa e dei diritti umani; come anche in favore della giustizia e specialmente della pace vi sono valsi per vedervi attribuire dalla Francia le insegne di Ufficiale dell'Ordine Nazionale del Merito. Considero un onore essere colui che adesso ve le consegna.
Monsignor Vito Rallo, a nome del Presidente della Repubblica vi nominiamo Ufficiale dell'Ordine Nazionale del Merito.

* * * * *

Discours de S.E. M. Gilles THIBAULT, Ambassadeur de France A l’occasion de la remise des insignes de l’Ordre national du Mérite à Son Excellence Monseigneur Vito RALLO,Archevêque titulaire d’Alba Nonce Apostolique au Burkina Faso et au Niger

Mardi 17 décembre 2013
- M. l'ancien Président de l'Assemblée nationale,
- Messieurs les Présidents d'Institutions,
- Excellence Monsieur le Ministre de la Fonction publique, du Travail et de la Sécurité sociale,
- Messieurs les Conseilleurs de la Présidence du Faso,
- Chers Collègues Chefs des Missions Diplomatiques et Consulaires,
- Mesdames et Messieurs les Représentants des Organisations Internationales et Interafricaines
- Excellences Messeigneurs les Archevêques,
- Honorables Membres de l'Assemblée nationale
- Distingues Autorités administratives, politiques, religieuses
- Mesdames et Messieurs,

Monseigneur,
Je suis particulièrement heureux et très honoré de vous accueillir ce soir à la Résidence de France avec vos amis des mondes politique, diplomatique et religieux en présence de vos collaborateurs de la nonciature. En vous recevant ici, je voudrais tout d’abord vous exprimer à titre officiel, mais aussi très personnel, la reconnaissance et le respect de la France pour ce que vous êtes, ce que vous faites et ce que vous représentez. Depuis des années, en effet, votre action au sein de l’église universelle a été mise au service de la défense de la dignité de tout être humain et de la solidarité qui en est le prolongement naturel. Vous êtes également un acteur très engagé dans la défense et la promotion des droits et des libertés humaines. Ce sont des valeurs, que nous tous ici, vos amis, partageons et en premier lieu la France qui a choisi de récompenser vos mérites en vous faisant Officier de l’Ordre national du Mérite. Mais avant de vous en remettre les insignes, je voudrais, comme le veut l’usage, évoquer quelques uns des traits saillants de votre parcours, de votre engagement et de votre personnalité.
Monseigneur,
Vous êtes né le 30 mai 1953 à Mazara del Vallo en Italie, plus précisément même en Sicile. C’est là d’ailleurs que vous avez grandi. Vous en êtes parti ensuite pour Rome au Grand Séminaire Pontifical puis au Séminaire Pontifical de la Lombardie à Rome. De 1973 à 1978, vous avez étudié comme il se doit pour quelqu’un se destinant à la prêtrise, la philosophie et la Théologie et conclu ce brillant parcours universitaire par l’obtention en 1987 d’un Doctorat en Droit Canon et Civil de l’Université Pontificale Saint-Jean de Latran. Entre temps, vous n’avez pas oublié votre chère Sicile, puisque que c’est à Mazara del Vallo, à la maison donc, que vous avez été ordonné prêtre le 1er avril 1979. Vous y avez occupé simultanément et/ou successivement selon le cas différents postes, parmi lesquels, j’ai relevé notamment ceux de Chanoine de la Basilique Cathédrale, d’apprenti et de chef cuisinier auprès de votre maman et également de Président du Comité urbain des célébrations en l’honneur du Saint Patron de la ville, Saint Vitus, votre propre Saint mais aussi un peu le mien puisque Guy est mon troisième prénom. Je suis bien certain que vous vous êtes attaché à le soigner aussi bien que vos visiteurs de la nonciature. Mais avant de parler de Ouagadougou, il faut peut-être que je vous fasse quitter la Sicile. Pour cela, permettez moi de dire deux mots de Mazara del Vallo, ville côtière située à moins de 200 km de la Tunisie qui lui fait face, ville ouverte sur le monde qui a connu au cours des siècles les influences les plus variées : notamment des Phéniciens, des Grecs, des Carthaginois, des Romains, des Byzantins, des Arabes, des Normands, des Souabes, des Angevins, des Aragons et des Bourbons.
On imagine sans peine que vous avez puisé dans ses racines ce goût pour le voyage et l’ouverture vers les autres que vous avez concrétisé en devenant le messager de la Bonne Parole et surtout en embrassant la carrière diplomatique. En effet, vous faites votre entrée dans le Corps Diplomatique du Saint-Siège le 20 février 1988. Depuis lors, vous avez effectué en son sein, vous me permettrez de le dire ainsi, un sacré parcours ou pour le dire encore autrement, un beau tour du monde.
Vous avez été successivement :
- de 1988 à 1990, Attaché puis Secrétaire de Nonciature en Corée du Sud ;
- de 1990 à 1992, Secrétaire au sein de la nonciature du Sénégal qui couvrait aussi le Mali, le Cap Vert, la Guinée-Bissau et la Mauritanie ;
- de 1992 à 1995, Secrétaire au Mexique.
Prenant de l’âge, vous devenez conseiller de nonciature, fonctions que vous occupez :
- de 1995 à 1999, au Canada ;
- puis de 1999 à 2000 au Liban ;
- et de 2000 à 2004 en Espagne.
A l’issue de votre séjour madrilène, vous êtes nommé Envoyé Spécial, Observateur Permanent du Saint-Siège auprès du Conseil de l’Europe à Strasbourg. Vous y restez trois ans jusqu’au moment de votre nomination à Ouagadougou le 12 juin 2007, comme Nonce Apostolique au Burkina Faso et au Niger. Enfin, le 28 octobre 2007, vous êtes consacré Archevêque titulaire d’Alba de Numidie.
Voila donc un résumé trop court de votre parcours que je voudrais compléter en disant quelques mots de vos engagements. Comme nous le savons tous, vous êtes un homme de foi, cela va de soi mais aussi de conviction, un homme de culture et de pensée en même temps qu’un homme d’action. L’homme de conviction, c’est celui qui œuvre au quotidien ici et au Niger, je vous cite «pour une évangélisation toujours plus enracinée et pour évangéliser ceux qui ne connaissent pas encore le Christ, dans un esprit de dialogue, de respect mutuel et d’amour pour tous, sans distinction de peuple, race, tribu ou religion». Cet homme c’est aussi celui qui à Strasbourg, auprès du Conseil de l’Europe, a fait entendre la voix de l’église dans la lutte pour la défense et la promotion des droits et des libertés humaines. Comme l’avait rappelé Jean Paul II, le 8 octobre 1988 à Strasbourg justement, je cite : «L’Eglise défend avec vigueur les droits de l’homme parce qu’elle les considère comme nécessaires à la reconnaissance qui doit être donnée à la dignité de la personne humaine…». Là bas comme ici, vous n’avez de cesse de dire combien le monde a besoin de paix, et de rappeler que la paix est le fruit de la justice, du respect, du dialogue, de la fraternité. Shakespeare, lui en disait, qu’elle «est le lait de la tendresse humaine», et Napoléon en parlant de la paix civile qu’elle est «le plus grand de tous les biens». C’est le moment d’évoquer l’homme de culture et de pensée, celui que nous connaissons tous et qui nous éclaire de ses conseils avisés, nous écoute et nous rassure, nous soutient et nous réconforte par sa parole et sa présence. Derrière cet homme, il y a bien sûr le pasteur, cela va de soi pour vos frères et sœurs en religion, tandis que pour nous les membres de la communauté diplomatique, nous voyons le doyen, qui remplit son rôle avec autant de cœur que d’intelligence. Quant à l’homme d’action, c’est sans doute d’abord le bâtisseur qu’il convient de mentionner. Vous avez porté le projet ambitieux de doter le Burkina Faso d’une nonciature qui fasse honneur au pays, à vos successeurs et au Saint-Père. Inutile de dire que c’est un défi que vous avez relevé avec brio en ayant en tête de faire au juste prix, pour en pas dire au moindre prix une nonciature fonctionnelle et belle. Je me suis laissé dire d’ailleurs que ce coup de maître n’était pas un coup d’essai. L’homme d’action, c’est aussi quelqu’un qui rend la présence de l’église effective dans tous les domaines. En cinq ans et demi de présence au Burkina Faso, la Providence vous a donc permis de contribuer efficacement au soulagement de la souffrance des nombreux nécessiteux.  Pour ne pas en dire plus, permettez-moi juste Monseigneur, de reprendre vos propos : «Beaucoup d’aides proviennent de paroisses ou de diocèses français, italiens, espagnols, américains, coréens allemands… Elles sont utilisées dans le domaine de la santé, de l’éducation, de l’eau et pour les constructions d’églises. Il faut faire savoir que les aides qui arrivent directement ou indirectement du Saint-Siège ne servent pas seulement aux catholiques, mais elles sont au bénéfice de tous les Burkinabè sans distinction de religion, parce que tous les hommes sont fils du même Dieu». Enfin, pour conclure, Monseigneur, je voudrais citer des propos récents qu’on croirait presque les vôtres de quelqu’un que vous connaissez sans doute, qui n’est pas burkinabè mais guinéen, le cardinal Robert Sarah qui dit : «non seulement l’homme est fait pour lui-même sur cette terre, mais il y a aussi un avenir qui est fait pour que l’homme rie avec Dieu». J’ai dit presque les vôtres en parlant de ces propos parce qu’en réalité, en votre compagnie, c’est déjà au présent que l’homme rit. Votre sens de l’humour et votre bonne humeur communicative sont sans nul doute les marques de l’affection que l’on vous porte en très haut lieu, et je ne parle ni de Kosyam, de la Maison Blanche, de l’Elysée ou bien du Vatican, non, je veux dire en encore plus haut lieu mais vous m’avez tous compris et vous aussi.
Monseigneur,
Le caractère remarquable de votre parcours, votre engagement en faveur des droits fondamentaux, du droit à la liberté religieuse et des droits humains ; ainsi qu’en faveur de la justice et spécialement la paix vous ont valu de vous voir attribuer par la France les insignes d’Officier de l’Ordre national du Mérite. Je considère comme un honneur d’être celui qui va maintenant vous les remettre.
Monseigneur Vito Rallo, au nom du Président de la République nous vous faisons officier de l’Ordre national du Mérite.

















lunedì 5 gennaio 2009

Cerimonia di commiato

Burkina Faso - 8/1/2015 
Cerimonia di commiatoper la conclusione della missione di mons. Vito Rallo

Commiato con le autorità

Corpo Diplomatico

Cerimonia d'inaugurazione della Sede della Nunziatura Apostolica 


Discorso di S.E. il Signor Primo Ministro
Eccellenza Monsignor Sostituto; Signore e Signori i Ministri; Eccellenze Signore e Signori i Capi di Missione Diplomatica; Eminenza Signor Cardinale; Signori Arcivescovi; Signor Incaricato d’Affari a.i. della Nunziatura Apostolica; Onorabili invitati; Signore, Signori;
Comprenderete facilmente il sentimento di gioia che mi anima questo pomeriggio di essere in mezzo a voi per questa bella cerimonia. Eccellenza Monsignor Sostituto della Segreteria di Stato della Santa Sede; Permettetemi di augurarvi, ancora una volta, a nome del popolo burkinabè tutto intero, il più cordiale dei benvenuti. Il nostro paese si onora di accogliere, nella vostra persona, un alto dignitario della Chiesa cattolica, un rappresentante di Sua Santità Papa Francesco.
Vi prego, Monsignore, di volere cortesemente trasmettere al Santo Padre i sentimenti di profondo rispetto e di affetto che il popolo burkinabè prova nei suoi confronti.
Siamo stati molto sensibili alle parole gentili che il Sommo Pontefice ha avuto per il popolo del Burkina Faso “impegnato in un periodo di trasformazioni politiche ed istituzionali importanti” per riprendere, parola per parola, le parole di Papa Francesco, parole pronunziate in occasione del suo discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il 12 gennaio scorso.

Eccellenza, Onorabili invitati, Signore, Signori, 
La nostra presenza qui, alla Nunziatura Apostolica, è la manifestazione, se ancora ve ne fosse bisogno, dell'eccezionale qualità delle relazioni che esiste tra il Burkina Faso e la Santa Sede. 
Questa relazione privilegiata, la dobbiamo, in grande parte, a Monsignor Nunzio Apostolico, Sua Eccellenza Monsignor Vito Rallo, che si trova al termine della sua missione, dopo aver trascorso sette anni in mezzo alle popolazioni del nostro paese. 
Nella sua qualità di Nunzio Apostolico e di Decano del Corpo Diplomatico, Monsignor Vito Rallo è stato uno degli ambasciatori più ascoltati e più rispettati. 
Monsignor Rallo, a cui abbiamo detto arrivederci col più grande dispiacere, ha suscitato, nell'esercizio delle sue funzioni, la stima delle più alte autorità e delle popolazioni dappertutto nel nostro paese che egli ha percorso, fino nei villaggi più remoti. 
Umano, Vito Rallo, lo è stato lungo tutto il suo soggiorno in Burkina Faso. Sotto il suo impulso, tutte le componenti del nostro paese hanno beneficiato dell'appoggio multiforme della Santa Sede. 
Questo è per dirvi quanto abbiamo apprezzato la forza della sua fede, la sua devozione per la causa degli ultimi, il profondo senso del dovere che l'animano e che hanno ispirato la sua missione in Burkina Faso. 
Monsignor Sostituto, Eminenza Signor Cardinale, Eccellenze, Signore e Signor
Le relazioni del Burkina Faso con la Santa Sede, le numerose partnership al servizio di tutto il popolo burkinabè nei campi tanto vari, quali il settore della salute, della formazione scolastica, universitaria e professionale, dell’aiuto sociale, sono tutti sottesi dalla condivisione degli stessi valori, quelli che la Chiesa universale promuove dovunque nel mondo. 
Questi valori che difendiamo quotidianamente nel nostro paese, sono i valori di umanesimo, di dialogo, di solidarietà e di giustizia. 
È in nome della difesa di questi valori così cari al loro cuore, che i burkinabè hanno deciso di dare un altro corso al loro destino con l'insurrezione popolare del 30 e 31 ottobre 2014. 
Le autorità religiose, di ogni confessione, per la forza del loro impegno accanto al popolo, hanno contribuito a questo inizio della trasformazione qualitativa della nostra società. 
Eccellenza Monsignor Sostituto, Eminenza Signor Cardinale, Eccellenza Signore e Signori, Onorabili invitati, 
Vorrei cogliere l'opportunità che ci offre la nostra presenza qui, in questa prestigiosa rappresentanza diplomatica che è la Nunziatura Apostolica, per ricordare che l'umanità non ha altre scelte che quelle della solidarietà e della cooperazione internazionale. 
Il nostro mondo che fa fronte oggi all’ascesa del pericolo terroristico che prospera sul terreno dell'ingiustizia, della povertà e della perdita di riferimenti, ha bisogno, più che mai, di conciliare armoniosamente sviluppo economico e sviluppo spirituale e culturale. 
È su questo concetto di umanesimo integrale che riposa la diplomazia della Santa Sede. Non avendo altri interessi da difendere salvo quello della pace universale, che è il messaggio della Chiesa, i vostri Nunzi Apostolici arrivano a parlare al mondo intero. 
Difatti, la Nunziatura che inauguriamo oggi qui a Ouagadougou, è un anello di questa impressionante copertura diplomatica della Santa Sede, presente in più di 170 paesi. 
Questa diplomazia così attiva, così efficace, la Santa Sede la mette al servizio dell'umanità. 
Permettetemi di salutare, qui, una delle vostre ultime azioni. 
Voglio parlare del ruolo di primo piano che la Santa Sede ha giocato nella ripresa storica del dialogo tra gli Stati Uniti di America e Cuba. 
Eccellenze, Onorabili invitati, Signore, Signori, 
Il mondo non può fare a meno della Santa Sede del cui impegno ha bisogno. Noi abbiamo bisogno del suo ruolo nella comunità delle nazioni. Forte di questa convinzione Sua Eccellenza il Signor Michel KAFANDO, Presidente della Transizione, Presidente del Faso, ha deciso di stringere i nostri legami con la Santa Sede con l'apertura prossima di una Ambasciata residente del Burkina Faso presso la Santa Sede. Le procedure relative sono già molto avanzate e noi ringraziamo la Segreteria di Stato per la benevolenza e la sollecitudine con le quali sostiene la nostra decisione. 
Eccellenza Monsignor Sostituto della Segreteria di Stato, Permettetemi di dirvi, ancora una volta, che la vostra presenza tra noi è motivo di fierezza e un momento di gioia che i burkinabè delle altre confessioni religiose condividono con i loro fratelli cattolici. 
Presente a questi momenti di esultanza, il governo burkinabé conta sul vostro contributo presso Sua Santità, per il rafforzamento delle relazioni tra la Santa Sede e il Burkina Faso. 
Viva la cooperazione tra la Santa Sede e il Burkina Faso; 
Dio benedica il Burkina Faso; 
Vi ringrazio! 



Discorso di S.E. Abdelkrim BENCHIAH, Ambasciatore d’Algeria, per salutare S.E. Mons. Vito Rallo, giunto al termine della sua missione in Burkina Faso, 8 gennaio 2015.

Sono immensamente onorato e particolarmente felice di prendere la parola davanti a voi per rivolgere un saluto a S.E. Mons. Vito Rallo, Nunzio Apostolico, in missione diplomatica presso il Burkina Faso dal 2007. Questo insigne onore mi compete, oggi, per rivolgergli i miei più vivi ringraziamenti, anzitutto, per la preziosa e commovente allocuzione che viene di pronunciare nei miei confronti, nonché per la gratitudine e la considerazione dei sentimenti di amicizia e di sollecitudine che egli ha sempre nutrito verso noi tutti nel corso della sua missione. Le parole restano deboli per esprimere tutta la riconoscenza e prego Dio di sciogliere la mia lingua e di donarmi l’ispirazione per trovare la buona parola.

Eccellenza,
Vi è una generosa tradizione e un momento magico che voi desiderate perpetuare in seno al Corpo diplomatico, per incontrare e salutare gli Ambasciatori al termine della loro missione diplomatica, in cerimonie solenni, delle quali voi siete il solo a conservare, gelosamente, il segreto. Voi le avete anche voluto segnare della vostra impronta singolare fin dalla costruzione di questa Nunziatura, dove noi abbiamo ancora il privilegio di essere ospiti, questa sera, e che voi avete costruito secondo le dimensioni della vostra missione, di diplomatico, ma anche uomo di fede e di cuore.
Che sia sotto l’angolo della vostra diplomazia attiva o sotto l’angolo della fedeltà ai vostri valori spirituali, o sotto l’angolo dell’esuberanza mediterranea, gli echi delle confidenze che ci pervengono indicano che tutte le vostre azioni sono altamente apprezzate dalle Autorità d’accreditamento, dalle popolazioni e dal Corpo diplomatico. Le caratteristiche di una missione pienamente riuscita.
Alcuni vedono in voi il rappresentante di un ecumenismo inter-civilizzazionale con una rara erudizione e considerevole tatto. La vostra disponibilità al dialogo e il vostro cuore sempre aperto e disponibile, ma senza alcun compromesso, vi hanno valso il riconoscimento di un franco parlare, ascoltato e seguito. E là dove sarebbe stato più semplice per voi di andare là dove andate, di adulare gli uni, di rilasciare approvazioni, di distribuire con prodigalità segni di soddisfazione e di giubilo affinché tutti trovino accoglienza presso un Nunzio Apostolico, compiacente o almeno candido e simpatico, avete preferito il messaggio del ritorno alla rettitudine e all'equilibrio, e denunciare la perfettibilità.
Come molti altri, credo, Eccellenza, senza sbagliarmi, che anche voi stimate la diplomazia come l’arte del dialogo e che la religione, dimensione altamente spirituale, sono luci ed è l’ignoranza degli uomini che le trasforma in tenebre. Esse sono per essenza pace e tolleranza, ma la stupidità umana li trasforma in esclusione, guerra e odio. Questa sfortunata predisposizione umana non è esclusiva di un popolo o di una regione, e la storia umana è ricca di esempi in tal senso. Il dialogo dei popoli e delle culture è uno dei motori del progresso. Esso è un fattore di perfettibilità del genere umano nel suo insieme, del lavoro incompiuto di umanizzazione dell’uomo e di ciò che si chiama civilizzazione.
Sottolineare la vostra devozione e il vostro impegno a tal soggetto è un modo di rendervi un omaggio di cui noi non siamo i soli a testimoniarvi. Un obiettivo al quale noi ci attacchiamo nel corso della nostra missione è di creare dei ponti tra i Paesi affinché i popoli si rispettino e vivano insieme in una differenza feconda e una mondializzazione accettata…
Su questi pensieri, terminerò il mio discorso parafrasando uno dei grandi filosofi Ibin El Arabi che diceva qualche secolo prima nella lontana Andalusia: “Il mio cuore è il chiostro del mondo cristiano, una galleria per gli idoli, una prateria per le gazzelle, la Kaaba per il pellegrino, e il mio credo è il mio prossimo”.
Grazie ancora una volta Eccellenza, vi auguro una buona salute ritrovata in mezzo ai vostri familiari e che possa Dio ricompensarvi per tutte le buone azioni che voi compite.
Permettetemi infine, di presentarvi il dono che vi offre il Corpo diplomatico quale souvenir della vostra presenza in mezzo a noi.
Ai colleghi e amici auguro una buona continuazione della vostra missione in Burkina Faso e che tutti i miei voti di pace, salute e prosperità per voi stessi e per tutte le persone che vi sono care vi accompagnino.
Grazie della vostra attenzione, alziamo i calici per un brindisi in onore del Nunzio Apostolico.


Commiato con i vescovi

Incontro, prima della partenza, con lebbrosi, detenuti, 
streghe (povere donne del popolo chiamate così dal popolo superstizioso)



... con i lebbrosi


... con i detenuti



domenica 4 gennaio 2009

Onorificenza a mons. Vito Rallo

Discorso di S.E. il Sig. Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Regionale, S.E. Sig. Michel KAFANDO, Presidente del Faso, in occasione del conferimento dell’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine Nazionale del Merito del Burkina Faso a S.E. Mons. Vito RALLO, Nunzio Apostolico, Decano del Corpo Diplomatico,

Ouagadougou, 9 gennaio 2015

Signor Ministro Delegato
Sua Eminenza il Sig. Cardinale Philippe Ouedraogo,
S.E. Mons. Vito Rallo, Nunzio Apostolico, Decano del Corpo Diplomatico,
Le Loro Eccellenze gli Arcivescovi,

Signore e Signori.
In primo luogo, desidero ringraziarvi di aver accettato questo invito in onore di S.E. Mons. Vito Rallo, Nunzio Apostolico, al termine della missione nel nostro Paese.
Esso è anche l'occasione per rinnovare a ciascuno di voi i miei auguri di salute, benessere e prosperità per il 2015.
Monsignor Nunzio Apostolico,
dopo sette anni trascorsi in Burkina Faso, vi trovate al termine di una missione ben compiuta e ben riempita nel nostro Paese. La presente cerimonia, sebbene sia modesta, è il nostro modo di salutare gli impegni che voi avete portato avanti nel corso del vostro ricco mandato, per riaffermare i legami d'amicizia e di cooperazione che uniscono la Santa Sede e il Burkina Faso.

Eccellenza,
siete stato ammesso presso il Seminario Diocesano e il Liceo statale “Gian Giacomo Adria” a Mazara del Vallo, prima di frequentare il Pontificio Seminario Romano Maggiore e il Pontificio Seminario Lombardo per il ciclo superiore. Dopo gli studi in filosofia e teologia voi avete ottenuto una Licenza in teologia morale presso la Pontificia Accademia Alfonsiana, e un Dottorato in Diritto Canonico e Civile presso la Pontificia Università Lateranense. Ordinato sacerdote nell'aprile del 1979 a Mazara del Vallo, avete occupato successivamente diversi uffici ecclesiastici, tra i quali quello di Cancelliere della Diocesi di Mazara del Vallo, di Segretario del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori, di Assistente diocesano dell'azione cattolica. Fondatore e primo rettore della chiesa di Santa Chiara in Mazara del Vallo, poi rettore della chiesa di San Francesco, voi avete espletato importanti funzioni accademiche al Liceo statale “Gian Giacomo Adria” e all’Istituto diocesano di teologia. E’ in quel periodo che voi avete abbracciato la carriera diplomatica nel febbraio del 1988, che vi condurrà a importanti responsabilità. Dal 1988 al 1992 siete stato nominato Addetto e Segretario di Nunziatura in Corea del Sud, in Senegal, Mali, Capo Verde, Guinea Bissau e Mauritania. Dal 1992 al 2004 avete servito successivamente in Messico, Libano, Spagna. Dal 2004 al 2007 siete stato nominato Inviato speciale e Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa, e il 12 giugno del 2007 siete stato nominato Arcivescovo titolare di Alba. I vostri eminenti servizi sono stati riconosciuti con onorificenze nel 1992 e nel 2003. Il 12 giugno del 2007 siete stato nominato Nunzio Apostolico in Burkina Faso e Niger, con residenza a Ouagadougou, dove voi avete preso ufficialmente le funzioni il 23 novembre del 2007. Che favoloso percorso diplomatico e che ricca esperienza di vita!

Eccellenza Monsignor Nunzio Apostolico,
dopo la vostra presa di funzioni, non avete risparmiato alcuno sforzo per portare alto il livello delle relazioni di amicizia e cooperazione tra il Burkina Faso la Santa sede.  A questo titolo, avete visitato il territorio burkinabè per compiere la vostra missione presso differenti diocesi, impegnandovi nella realizzazione di alcuni programmi di carità, quali la promozione dell'adozione a distanza di fanciulli, la realizzazione di pozzi, la distribuzione di cereali ad alcune famiglie bisognose e di sementi migliorate a famiglie di agricoltori, la costruzione di centri d'accoglienza per persone vulnerabili, di una sala di pediatria presso il Centro medico Paolo VI. Sotto il vostro mandato, la Nunziatura anche finanziato un Centro medico e sociale a Nouna, e donato borse di studio a 22 studenti universitari dell'Università di San Tommaso. Nel campo dell'insegnamento, la Chiesa Cattolica ha partecipato al nostro sviluppo erigendo 236 istituti scolastici, che vanno dal prescolare al superiore, i quali contribuiscono a migliorare significativamente e a rafforzare il sistema educativo nel nostro Paese. Per tutti questi motivi, il governo e il popolo del Burkina Faso attraverso la mia voce vi dice semplicemente grazie.

Eccellenza,
in riconoscenza del vostro impegno personale nel rafforzamento delle relazioni tra la Santa Sede e il Burkina Faso, ho deciso di conferirvi un’Onorificenza.

Eccellenza,
Voi lasciate il Burkina ma rimarrete per sempre nei nostri cuori; e le nostre porte vi resteranno sempre molto aperte se per caso, un giorno, ci avvisaste di ritornare a renderci visita in questo Paese che si chiama il Paese degli uomini di Integri e il quale è adesso il vostro Paese.
Buon ritorno, che Dio vi custodisca e vi protegga.


Ministro






sabato 3 gennaio 2009

Udienza privata

19 febbraio 2015, ore 12,30,  mons. Vito Rallo in udienza privata da papa Francesco

Consegna dell’Onorificenza Pontificia

19 Marzo 2014
Consegna dell’Onorificenza Pontificia di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno
Nunzio apostolico e il sig Joseph Hage


Consegna a mons. Rallo dell'onorificienza


Sua Eccelenza mons. Vito Rallo


Autorità e pubblico presenti


Ricevimento


Discorso del Signor Joseph HAGE in occasione della consegna dell’Onorificenza Pontificia di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno da parte del Nunzio Apostolico, Sua Eccellenza Monsignor VITO RALLO
Ouagadougou, 19 marzo 2014

- Signor Direttore di Gabinetto della Presidenza del Faso, Rappresentante di S.E il Presidente del Faso;

- Eminenza;

- Eccellenza Tertius Zongo, ex Primo Ministro;

- Eccellenze Signore e Signori i Presidenti di Istituzioni;

- Eccellenza Signore e Signori i Capi di Missioni Diplomatiche e Consolari;

- Eccellenza Mons. Jean-Marie Compaoré, Arcivescovo emerito di Ouagadougou;

- Signore e Signori i Rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali ed Interafricane;

- Signore e Signori i Consoli Onorari;

- Signore e Signori le Autorità politiche, amministrative, militari, tradizionali e religiose;

- Onorabili Invitati;

- Signore e Signori

Eccellenza Monsignor Vito RALLO e caro amico,
Con la gioia che mi anima in questo giorno tanto memorabile, non so da che cosa cominciare, ma vorrei semplicemente dirvi grazie, grazie e un grande grazie al Sommo Pontefice, Sua Santità Papa Benedetto XVI, per l'onore che mi ha fatto conferendomi questa onorificenza che mi onora personalmente, onora la mia famiglia, la comunità libanese, il popolo del Burkina Faso e la Santa Chiesa Maronita, perché mi considero figlio di tutte queste succitate comunità.
Eccellenza, Monsignore, all'inizio della mia allocuzione, vi ho ringraziato e vi ringrazio ancora perché principalmente è grazie a voi che ricevo questa sera questa onorificenza che ciascuno di noi spera di ricevere un giorno. Sono convinto che molti nostri amici meritano di essere al mio posto questa sera, perché hanno lavorato tanto nel campo di Dio, hanno dedicato una parte della loro vita per la costruzione della Santa Chiesa sia in pietra o in carne, sono stati spesso accanto ai bisognosi e hanno compiuto atti di carità a beneficio di associazioni umanitarie. Penso particolarmente questa sera alla mia cara sposa, Maria Rosa, con cui vorrei condividere questa onorificenza, come anche con tutti gli amici che lo meritano, senza poterli chiamare per nome, per paura di dimenticarne qualcuno.
Caro Monsignor Vito RALLO, prima di ricevere questa distinzione, compivo il mio dovere di cristiano secondo la mia coscienza religiosa, conformemente a ciò che c'insegna la Sacra Bibbia e all'educazione che ho ricevuto dalla Chiesa Cattolica, portando il mio sostegno e la mia assistenza verso il mio prossimo, verso la Chiesa e verso tutti i luoghi di culto, e in modo generale, verso tutte le persone che si trovano nel bisogno, tutto ciò nel limite delle mie possibilità. Agendo così, ero cosciente che compivo il mio dovere, quello di ogni essere umano, cioè di portare il proprio sostegno agli altri sia fisicamente, finanziariamente o materialmente. Ho sempre pensato che ciò che facevo era poco e insufficiente, e che le mie opere di carità erano limitate. Dunque ero lontano da pensare un solo istante che un giorno avrei avuto diritto a un qualsiasi merito o a una qualsiasi distinzione che non meritavo. Dunque sono commosso per l'onore che la Santa Sede ha voluto farmi questa sera.
Se la ragione di questa onorificenza è di ricompensarmi per ciò che ho fatto in seno alla comunità ecclesiale di cui faccio parte, o per i servizi resi alla Santa Sede, prendo la ferma risoluzione davanti a voi, Monsignore, di aumentare le mie relazioni con la Chiesa, sollecitando e pregando San Gregorio Magno, Papa, di cui porto oramai il distintivo, e di seguire la mia missione e il mio impegno nei confronti della chiesa e della società, fino al mio ultimo soffio di vita. Per la storia, è il 1 settembre dell'anno 1831 che Papa Gregorio XVI istituì l’Onorificenza di San Gregorio Magno, il quale ha governato la Sede di Pietro dal 590 al 604. Questa medaglia dell'Ordine pontificio ha decorato molti uomini e donne di questo mondo di cui sono questa sera il 70°, grazie ai favori che hanno fatto e grazie ai loro sacrifici a beneficio dell'umanità.
Caro Monsignor Vito RALLO, se rinnovo ancora una volta il mio grazie, questo non è solamente perché mi è stata conferita l’Onorificenza di Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno, che è un grande distintivo conferito dal Vaticano a personalità che, meglio di me, hanno contribuito, sia per le loro relazioni dirette con la Santa Sede, sia per il loro impegno per le azioni pastorali e per le loro azioni e opere di carità, ma perché, grazie a questa distinzione, avete appena confermato che sono tra quelli che hanno avuto questo merito, e ciò mi procura una soddisfazione tanto morale che spirituale e mi incoraggia a continuare la mia modesta missione, se Dio lo vuole.
Eccellenza Monsignor Vito RALLO, se qualcuno qui merita questa distinzione siete voi Monsignore, ed io dirò anche che meritate la più alta distinzione della Santa Sede, perché adoperate tutta la vostra forza fisica a scapito della vostra salute, e utilizzate le vostre relazioni che avete un po’ in tutto il mondo per portare aiuto finanziario al popolo del Burkina Faso, senza distinzione di religione. Le vostre opere di carità sono fatte nei confronti dei membri di tutte le religioni, perché considerate che tutti gli esseri umani sono fratelli e figli di uno solo Dio.
Vi ho conosciuto fin dal vostro arrivo qui ad Ouagadougou nel 2007 e ringrazio Dio di avermi dato la fortuna di essere vicino a voi, ciò mi ha permesso di conoscervi meglio e di sapere ciò che avete fatto e ciò che continuate a fare per questo Paese. So di voi ciò che molti tra noi non sanno, soprattutto gli sforzi che avete fatto, così come i numerosi spostamenti effettuati al Vaticano per convincere la Santa Sede dell'importanza della costruzione dell'ambasciata della Santa Sede o Nunziatura Apostolica a Ouagadougou per il Burkina Faso e per il Niger.
Vorrei, col vostro permesso, sottolineare all'attenzione dei nostri invitati che la mia impresa GECIBAT che si evolve poi in BTP, ha avuto la fortuna di vincere l’appalto per la costruzione di questa Nunziatura Apostolica, ciò è stata un'opportunità in più per me di essere più vicino a voi e di offrirvi il mio modesto contributo per la realizzazione di questo bel gioiello in cui ci troviamo questa sera, definito dall'ingegnere capo del Vaticano, come l’ha scritto nel suo Rapporto conclusivo: "Si tratta della più bella, elegante e funzionale Nunziatura tra le Nunziature Apostoliche in Africa".
Quale non è stata la mia sorpresa di scoprire in voi un grande architetto, ingegnere e tecnico! Architetto perché avete elaborato i piani architettonici dell'esterno come dell'interno dell'edificio. Ingegnere perché avete rivisto i piani di esecuzione prima di dare il vostro accordo, e certamente dopo avere modificato certe strutture per ingrandire e migliorare l'edificio senza che ciò abbia avuto una qualsiasi incidenza finanziaria sulla sua realizzazione. Tecnico perché avete supervisionato dalla A alla Z tutti i lavori che sono durati quasi 17 mesi e sono stati seguiti attentamente al punto che uno dei miei ingegneri, un giorno, mi ha confidato che non avrebbe mai più costruito una Nunziatura Apostolica e aggiunse che Sua Eccellenza crede di trovarsi a costruire a Roma. In fin dei conti, questo gioiello è stato finito come se fosse stato costruito a Roma. Sono cosciente per il fatto che avete sofferto enormemente durante tutta la durata dei lavori, ma alla fine, spero che abbiate ottenuto il vostro edificio, realizzato nelle regole dell'arte e secondo i vostri desideri.
Monsignor Vito RALLO, non voglio parlare troppo sulle vostre qualità di Nunzio Apostolico e Padre di tutti gli infelici e i poveri, se no questa serata sola non basterebbe per farlo. Riassumerò dicendo che, durante tutto il vostro soggiorno qui, avete effettuato molti viaggi nel Burkina profondo prendendo spesso dalle strade non asfaltate, a scapito della vostra salute, perché i vostri medici vi sconsigliavano questi generi di spostamento che avrebbero potuto aggravare il vostro mal di schiena, per restare accanto ai vostri fedeli e di quelli che hanno bisogno di voi.

A titolo illustrativo, citerò, senza essere esauriente, le vostre seguenti azioni,:

• la Vostra partecipazione al pellegrinaggio a Koupéla; • La consacrazione del Santuario di Nostra Signora di YAGMA; • Le ordinazioni diaconali a Ouagadougou e a Koumi; • Le ordinazioni episcopali a Manga e a Gaoua; • le Vostre partecipazioni ai pellegrinaggi nazionali che si svolgono ogni anno a Yagma, in particolare quello che si è svolto la domenica 2 marzo 2014, quando è stata celebrata una Messa di azione di grazie per il nuovo Cardinale, Sua Eminenza Philippe OUEDRAOGO,; • la Vostra visita pastorale a Kaya; • la Vostra visita al Presidente della comunità Islamica; • la Vostra visita a Sua Maestà il Mogho Naaba; • la Vostra visita alle Dames di DELWENDE; • L'inaugurazione a Zagtouli di uno dei 45 pozzi che avete finanziato; • L'inaugurazione di un dispensario e di una maternità a Nouna; • la Vostra partecipazione all'inaugurazione del viale Papa Giovanni Paolo II. • la Vostra visita ai detenuti della MACO; • la Vostra visita ai fratelli e sorelle lebbrosi ai quali avete dato 30 case; • L'inaugurazione di un centro pediatrico ad Ouagadougou • La costruzione, alla sede di Shalom, di una Residenza sanitaria per accogliere dei medici italiani per una cooperazione medica.
Tutte queste azioni dimostrano a meraviglia che siete un uomo buono, caritatevole e servizievole. Prego l’Onnipotente affinché vi custodisca molto tempo in vita e in buona salute affinché possiate continuare il vostro lavoro per la felicità degli uomini. Vi ringrazio



DISCOURS DE MONSIEUR JOSEPH HAGE A L’OCCASION DE LA REMISE DE LA DISTINCTION DE COMMANDEUR DE L’ORDRE DE SAINT-GREGOIRE-LE-GRAND PAR LE NONCE APOSTOLIQUE, SON EXCELLENCE MONSEIGNEUR VITO RALLO
OUAGADOUGOU, 19 MARS 2014


- Monsieur le Directeur de Cabinet de la Présidence du Faso, Représentant S.E. le Président du Faso ;
- Eminence;
- Excellence Monsieur Tertius Zongo, ancien Premier Ministre ;
- Excellence Mesdames et Messieurs les Présidents d’Institutions ;
- Excellence Mesdames et Messieurs les Chefs de Missions Diplomatiques et Consulaire ;
- Excellence Mgr Jean-Marie Compaoré, Archevêque emerite de Ouagadougou ;
- Mesdames et Messieurs les Représentants des Organisations Internationales et Interafricaines ;
- Mesdames et Messieurs les Consuls Honoraires ;
- Mesdames et Messieurs les Autorités politiques, administratives, militaires coutumières et religieuses ;
- Honorables Invités ;
- Mesdames et Messieurs,


Excellence Monseigneur Vito RALLO et très cher ami,
Avec la joie qui m’anime en ce jour tant mémorable, je ne sais par quoi commencer, mais je voudrais tout simplement vous dire merci, merci et très grand merci au Souverain Pontife, Sa Sainteté le Pape Benoit XVI pour l’honneur qu’il m’a fait en me décernant cette distinction qui m’honore personnellement, honore ma famille, la communauté libanaise, le peuple du Burkina Faso et la Sainte église Maronite, parce que je me considère comme étant le fils de toutes ces communautés ci-dessus citées.Excellence Monseigneur,
Au début de mon allocution, je vous ai remercié et je vous remercie encore parce que c’est principalement grâce à vous que je reçois ce soir cette distinction que chacun de nous espère avoir un jour. Je suis convaincu que beaucoup de nos amis méritent d’être à ma place ce soir, parce qu’ils ont eux aussi beaucoup travaillé dans le champ de Dieu, ont consacré une partie de leur vie pour la construction de la Sainte Eglise, que ce soit en pierre ou en chair, ont souvent été aux côtés des nécessiteux et ont accomplit des actes de charité au profit des associations humanitaires.
Je pense particulièrement ce soir à ma très chère épouse, Marie Rose, avec qui je voudrais partager cette distinction ainsi qu’avec tous les amis qui le méritent, sans pouvoir les nommer de peur d’en oublier.
Cher Monseigneur Vito RALLO,
Avant de recevoir cette distinction, j’accomplissais mon devoir de chrétien selon ma conscience religieuse, conformément à ce que nous enseigne la Sainte Bible et à l’éducation que j’ai reçue de l’Eglise Catholique, en apportant mon soutien et mon assistance envers mon prochain, envers l’Eglise et envers tous les lieux de culte, et d’une manière générale, envers toutes les personnes qui sont dans le besoins, ce, dans la limite de mes possibilités.
En agissant ainsi, j’étais conscient que j’accomplissais mon devoir, celui de tout être humain d’apporter son soutien aux autres, que ce soit physiquement, financièrement ou matériellement. J’ai toujours pensé que ce que je faisais était timide et insuffisant et que mes œuvres de charité était limité. J’étais donc loin de penser un seul instant que j’aurais un jour droit à un quelconque mérite ou à une quelconque distinction que ma modeste personne ne mérité peut-être pas. Je suis donc ému pour l’honneur que le Saint Siège a bien voulu me faire ce soir.
Si la raison de cette distinction est de me récompenser pour ce que j’ai fait au sein de la communauté ecclésial dont je fais partie, ou pour les services rendus au Saint Siège, je prends la ferme résolution devant vous, Monseigneur, d’approfondir davantage mes relations avec l’Eglise en sollicitant et en priant le Pape Saint Grégoire-Le-Grand, celui dont je porte désormais l’insigne, et de poursuivre ma mission et mon engagement vis-à-vis de l’Eglise et de la société, jusqu’à mon dernier souffle.
Pour l’histoire, c’est le 1er septembre de l’année 1831 que le Pape Grégoire XVI à procédé à la mise à jour de la médaille, en reconnaissance du Pape Saint Grégoire-Le-Grand qui a occupé le Siège de Pierre de 590 à 604.
Cette médaille de l’Ordre pontifical a décoré les poitrines de beaucoup d’hommes et de femmes de ce monde, dont je suis ce soir le 70ème distingué, grâce aux services qu’ils ont rendu et grâce à leurs sacrifices au profit de l’humanité.
Cher Monseigneur Vito RALLO,
Si je viens encore une fois de plus pour vous dire merci, ce n’est pas seulement parce qu’il m’a été décerné l’insigne se commandeur de l’Ordre de Saint-Grégoire-Le-Grand, qui est un grand insigne décerné par le Vatican à des personnalités qui, mieux que moi, ont contribué, soit par leurs relations directes avec le Saint-Siège, soit par leur engagement pour les actions pastorales et par leurs actions et ouvres de charité, mais parce que, par cette distinction, vous venez de confirmer que je suis parmi ceux qui ont eu ce mérite, ce qui me procure une satisfaction tant morale que spirituelle et m’encourage à continuer davantage ma modeste mission, si Dieu le veut.
Excellence Monseigneur Vito RALLO,
Si quelqu’un ici mérite cette distinction, c’est bien vous Monseigneur et je dirai même que vous méritez la plus haute distinction du Saint-Siège parce vous employez toute votre force physique au détriment de votre santé, et utilisez vos relations de par le monde pour apporter de l’aide financière au peuple du Burkina Faso sans distinction de religion. Vos œuvres de charité sont faites à l’endroit de toutes les religions, parce que vous considérez que tous les êtres humains sont des frères et fils d’un seul et même Dieu.
Je vous ai connu depuis votre arrivée ici à Ouagadougou en 2007 et je remercie Dieu de m’avoir donné la chance d’être proche de vous, ce qui m’a permis de vous connaitre mieux et de savoir ce que vous avez fait et ce que vous continuez de faire pour ce pays. Je sais de vous ce que beaucoup d’entre nous ne savent pas, surtout les efforts que vous avez consenti ainsi que les nombreux déplacements effectués au Vatican pour convaincre le Saint-Siège de l’importance de la construction de l’Ambassade du Saint-Siège ou Nonciature Apostolique à Ouagadougou, pour le Burkina Faso et pour le Niger. Je voudrais, avec votre permission, souligner à l’attention de nos convives, que mon entreprise GECIBAT évoluant dans les BTP, a eu la chance d’être adjudicataire du marché pour la construction de cette Nonciature Apostolique, ce qui a été une occasion de plus pour moi d’être davantage plus proche de vous et d’apporter ma modeste contribution pour la réalisation de ce beau joyau dans lequel nous sommes ce soir, défini par l’ingénieur en chef du Vatican, comme l’a écrit dans son Rapport conclusif: « Il s’agit de la plus belle, élégante et fonctionnelle Nonciature parmi les Nonciatures Apostoliques en Afrique ». Quelle n’a pas été ma surprise de découvrir en vous un grand architecte, ingénieur et technicien !
Architecte parce que vous avez élaboré les plans architecturaux de l’extérieur comme de l’intérieur du bâtiment. Ingénieur parce que vous avez revu les plans d’exécution avant de marquer votre accord, et bien sûr après avoir modifié certaines structures pour agrandir et améliorer le bâtiment, sans pour autant que cela n’ait une quelconque incidence financière sur sa réalisation. Technicien parce que vous avez supervisé de A à Z tous les travaux qui ont duré presque 17 mois et avez été tellement veillant et délicat, au point qu’un des mes ingénieurs, un jour, m’a confié qu’il ne construirait plus de Nonciature Apostolique et d’ajouter que son Excellence croit qu’il est entrain de construire à Rome. En fin de compte, ce joyau a été terminé comme s’il avait été construit à Rome. Je suis conscient du fait que vous avez énormément souffert pendant toute la durée des travaux, mais au finish, j’espère que vous avez obtenu votre bâtiment, réalisé dans les règles de l’art et selon vos souhaits.
Monseigneur Vito RALLO,
Je ne vais pas trop m’étaler sur vos qualités de Nonce Apostolique et Père de tous les malheureux et les pauvres, sinon cette soirée seule ne suffirait pas pour le faire. Je résumerai en disant qua vous avez, pendant tout votre séjour ici, effectué beaucoup de voyages dans le Burkina profond en empruntant des routes souvent non encore bitumés, au détriment de votre santé car vos médecins vous déconseillaient ces genres de déplacement qui pourraient aggraver votre mal de dos, afin de rester aux côtés de vos paroissiens et de ceux qui ont besoin de vous.
A titre illustratif, je citerai, sans être exhaustifs, vos actions suivantes :
· Votre participation au pèlerinage à Koupéla ;
· La consécration, par vous, du sanctuaire notre Dame de YAGMA ;
· Les ordinations diaconales à Ouagadougou et à Koumi ;
· Les ordinations épiscopales à Manga et à Gaoua;
· Vos participations aux pèlerinages nationaux qui se déroulent chaque année à Yagma, en particulier celui qui s’est déroulé le dimanche 02 mars 2014 et lors duquel il a été célébré une messe d’action de grâce pour le tout nouveau Cardinal, son Eminence Philippe OUEDRAOGO ;
· Votre visite pastorale à Kaya ;
· Votre visite au Président de la communauté Islamique d’alors ;
· Votre visite à Sa Majesté le Mogho Naaba ;
· Votre visite au Dame de DELWENDE ;
· L’inauguration à Zagtouli d'un des 45 forages que vous avez financés ;
· L’inauguration d’un dispensaire et d’une maternité à Nouna ;
· Votre participation à l’inauguration de l’avenue Pape Jean-Paul II.
· Votre visite aux prisonniers de la Maison d’Arrêt et de Correction de Ouagadougou ;
· Votre visite aux frères et sœurs lépreux auxquels vous avez donné 30 maisons ;
· L’inauguration d’un centre pédiatrique à Ouagadougou
· La construction, au siège de Shalom, d'une Résidence sanitaire pour accueillir des médecins italiens pour une coopération médicale;
Toutes ces actions démontrent à souhait à quel point vous êtes un homme bon, charitable et serviable.
Je prie le tout puissant pour qu’il vous garde longtemps en vie et en bonne santé afin que vous poussiez continuer votre œuvre pour le bonheur des hommes.
Je vous remercie.