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sabato 24 febbraio 2018

Anni Cinquanta



Per Goliardia s'intende il tradizionale spirito che anima(va) le comunità studentesche, soprattutto universitarie, in cui al doveroso impegno nello studio si accompagna il gusto giovanile della trasgressione, la ricerca dell'ironia, il piacere della compagnia e dell'avventura. Goliardo o Goliarda, in italiano volgare, è la contrazione di due parole, "Golia Abelardo", personaggio contraddittorio, prelato ed intellettuale (Pietro Abelardo), amante dei vizi e della vita libertina, vissuto attorno l'anno mille, fondatore di questo movimento e stile di vita e nemico intellettuale San Bernardo di Chiaravalle.









Nelle università italiane lo spirito goliardico, fu molto forte sin dal Medioevo sin dalla loro fondazione.
Ha avuto un'apice negli anni '50 e 60 del novecento. In seguito subì un declino, definito sonno, dalla metà degli anni '70 fino alla fine degli '80, allorché l'interesse per le associazioni goliardiche fu progressivamente sostituito, nell'immaginario collettivo studentesco, dall'impegno politico. Negli anni '90 gli ordini iniziano un timido e difficile tentativo di ricostituirsi, le nuove generazioni di studenti cercano gli anziani capi-ordine e capi-città, ancora custodi di mantelli, placche e papiri storici; è fondamentale, difatti, l'approvazione degli anziani affinché un ordine possa riaprire. Dopo quei periodi "aurei" è rimasta una farsa di Goliardia attiva nelle città universitarie di TRIESTE, BOLOGNA. FERRARA, PISA, PAVIA, SIENA, FIRENZE, PADOVA, GENOVA, CAGLIARI, CAMERINO, CATANIA, TRAPANI (il Mulino a Vento), MESSINA, PALERMO,TORINO e MILANO
Non è molto diffusa, ma esiste un ordine all'Università Bocconi (Mercurio) e un ordine sovrano in città, ma è una pallida e sbiadita copia del Goliardia con la G maiuscola dei nostri tempi.
Generalmente, la città era governata da un ordine sovrano, il cui capo domina la grande città sede dell'ateneo (esempio: Gran Maestro dello Speron di Ferro a Palermo, Doge a Genova, Grifone a Perugia, Duca a Ferrara, Gran Maestro del Fittone a Bologna, a Pavia non matricolare, ovvero composto solo da Goliardi e non da matricole e/o aspiranti, sotto del quale stanno gli ordini cittadini (vassalli) e gli ordini al di fuori delle mura (minori).
Esempio di ordine Vassallo è quello del Sultanato del Vallo, di Mazara, il cui primo Sultano fu Nino Calabrese (ingegnere) cui segui' il sottoscritto, Pino Catalano (medico), che venne sostituito poi con un Colpo di Stato, (concordato con Nicola Cristaldi, capo giannizzero) da Nello Buscemi (ingegnere).

Canti Goliardici

GAUDEAMUS IGITUR è l'inno europeo
(in molti paesi europei è noto con il titolo De brevitate vitae)
Gaudeamus igitur juvenes dum sumus. [bis]
Post jucundam iuventutem
post molestam senectutem
nos habebit humus! [bis]
Vita nostra brevis est, brevi finietur, [bis]
venit mors velociter,
rapit nos atrociter,
nemini parcetur. [bis]
Ubi sunt qui ante nos in mundo fuere? [bis]
Vadite ad superos
transite ad inferos
hos si vis videre. [bis]
Vivat academia, vivant professores! [bis]
Vivat membrum quodlibet,
vivat membra quaelibet,
semper sint in flore. [bis]
Vivant omnes virgines faciles, formosae! [bis]
Vivant et mulieres
tenerae, amabiles,
bonae et laboriosae. [bis]
Vivat et respublica et qui illam regit! [bis]
Vivat nostra civitas,
maecenatum charitas,
quae nos hic protegit. [bis]
Pereat tristitia, pereant osores! [bis]
Pereat diabolus,
quivis antiburschius,
atque irrisores. [bis]
Quis confluxus hodie academicorum? [bis]
E longinquo convenerunt,
protinusque successerunt
in commune forum. [bis]
Alma Mater floreat quae nos educavit [bis]
caros et commilitones,
Dissitas in regiones
sparsos congregavit. [bis]
Traduzione
Spassiamocela dunque, finché siamo giovani.
Dopo l'allegra gioventù,
dopo la scomoda vecchiaia
ci riceverà la terra!
La nostra vita è breve, in breve finirà
arriva la morte in un lampo
ci strappa crudelmente
non risparmierà nessuno.
Dove sono quelli che prima di noi furono nel mondo?
Andate verso i cieli
passate per gli inferi
se vuoi vederli.
Evviva l'accademia, evviva i professori!
Viva qualunque membro,
viva tutti i membri,
siano sempre in pieno vigore.
Viva tutte le ragazze, disponibili, attraenti!
viva anche le donne
tenere, amabili,
buone, laboriose.
Viva anche lo Stato e chi lo governa
viva la nostra civiltà
la generosità dei mecenati
che qui ci protegge
Alla malora la tristezza, alla malora chi ci odia!
alla malora il diavolo
ogni retrivo
ed i denigratori|
Che riunione di accademici c'è oggi?
Da lontano sono convenuti
e in breve si sono riuniti
in comune assemblea.
Evviva l'Alma Mater che ci educò
alla stima e alla collaborazione
anche se disseminati
in regioni distanti, ci aggregò.

Inno dei Goliardi del 1848


Di canti di gioia
di canti d'amore
risuoni la vita mai
mai spenta nel cuore
non ceda per essi la nostra virtù (bis)

Dai lacci sciogliamo
l'avvinto pensiero
ch'or libero spazia
nei campi dal vero
e sparsa la luce sui popoli fu (bis)

Ribelli ai tiranni
di sangue bagnammo
le zolle d'Italia
fra l'armi sposammo
in sacro connubio la Patria al saper (bis)

La Patria faremo
coi petti coi carmi
superbe nell'arti
temute nell'armi
regine nell'opre del divo pensier




La Feluca è il tradizionale copricapo studentesco, simile al cappello che portava Robin Hood, è patrimonio di tutti gli studenti di un ateneo


Contributo di Nicola Cristaldi su FB
Scomparve verso la metà degli anni Settanta, dopo circa ottant'anni di storia. Si chiamava goliardia ed era molto più di una semplice tradizione universitaria. Per intere generazioni di studenti rappresentò un'esperienza straordinaria, un modo di vivere l'università che riusciva a mescolare studio, amicizia, scherzi, ironia, feste e senso di appartenenza.
La goliardia era una comunità, un linguaggio, uno spirito. E il suo momento più rappresentativo era certamente la Festa della Matricola, un appuntamento che andava ben oltre i confini degli atenei. Non coinvolgeva soltanto gli universitari, ma l'intera città che ospitava la manifestazione, trasformandola in un grande palcoscenico di allegria e partecipazione collettiva.
Erano feste capaci di richiamare studenti da ogni parte d'Italia, talvolta disposti a percorrere centinaia e persino migliaia di chilometri pur di partecipare. Un fenomeno sociale autentico, nel quale l'università usciva dalle proprie aule per incontrare la città e i suoi abitanti.
Poi arrivò il Sessantotto. Con la contestazione giovanile si avviò una stagione di profondo cambiamento culturale e politico, accompagnata anche dal rifiuto di molte tradizioni considerate espressione della società precedente. In quel clima, la goliardia e la Festa della Matricola furono progressivamente etichettate da alcuni ambienti della sinistra studentesca come retaggi di un passato fascista e borghese.
Una lettura che, secondo molti protagonisti di quella stagione, non rendeva giustizia alla vera natura della goliardia. Al suo interno, infatti, si riconoscevano studenti di ogni orientamento politico. Non era un'organizzazione ideologica, né un'espressione di appartenenza partitica. Era soprattutto uno spazio di libertà, nel quale l'ironia non chiedeva la tessera politica a nessuno.
E qui si consumò, forse, un equivoco storico. Perché la goliardia possedeva proprio quegli strumenti di dissacrazione, provocazione e satira che il movimento contestatario rivendicava. Attraverso lo scherzo, la parodia e la presa in giro del potere, riusciva a mettere in discussione convenzioni, autorità e comportamenti sociali. Sapeva criticare senza bisogno di trasformare ogni momento della vita in una contrapposizione ideologica.
La sua scomparsa segnò quindi non soltanto la fine di una tradizione universitaria, ma anche la perdita di un particolare modo di intendere la socialità, la partecipazione e la libertà individuale.
Oggi, a distanza di mezzo secolo, resta il ricordo di un'università che sapeva anche sorridere di se stessa e di città che, per qualche giorno, diventavano protagoniste di una festa collettiva.
Forse la goliardia non era perfetta, forse apparteneva a un'altra epoca. Ma liquidarla come un semplice retaggio del passato significò non comprenderne fino in fondo lo spirito: quello di una comunità capace di fare dell'ironia una forma di libertà e della leggerezza un modo, tutt'altro che superficiale, di guardare il mondo

La goliardia nella nostra Città
Gli anni '50, '60 e '70 vissuti a Mazara, durante il periodo degli studi universitari, per noi protagonisti e non solo, sono stati anni allegri, spensierati, irripetibili e indimenticabili. Le foto di quell'epoca ne sono una testimonianza e rivedendole inducono tanta nostalgia e tanta gioia. Ma sono anche uno spaccato di storia e una testimonianza di come vivevano i giovani universitari di quei tempi

1953/54 - I Festa della Matricola - Carri Tematici
Carro dei Biologi "I dinosauri"
Santi Burgio, Pierino Di Liberti, Franco Rallo, Cuttone, Castrogiovanni

Via San Giuseppe - Carro dei Biologi
Pierino Di Liberti, Stefano (Fanino) Barracco, 
(interessante notare il negozio di tessuti dei Fratelli Geraci e il portone dell'abitazione di Cesare Barbera, poi sede di un Istituto bancario) 

Pierino di Liberti, Fanino Barracco
(su una Due Cavalli della Citroen, con guida a destra, del dott. Giammarinaro)

Carro degli Architetti -  "La casa caruta"
G. Nicola Guida (autista del camion paterno, notate il posto di guida a destra),
Angelino Misuraca (abusivo, suona la sirena)

Dino Ingrassotta

Matricole pronte per il patibolo (il primo dei "catturati" è Franco Romey). La finestra bianca è quella della mitica Sala Biliardi di don Ciccio Bucca, che tutti noi giovani di querl periodo frequentavamo

"Accasatevi e incatenatevi"
Natale Castelli, Ivan Angelo, Maniaci, Giovanni Trapani (a sin tra il pubblico Peppino Stabile)


D'Aleo, Catania (papà cannolo), Misuraca, Giovanni Hopps, Giacomino Romeo, Passalacqua, Vincenzo Lo Monaco, Emanuele (Nele) Li Volsi

3/12/1953 - Cine Teatro Vaccara

Di Giovanni, Di Stefano, Ruggero Sammartano, Salvatore Torre, Pino Caci

3/12/1953
Caravaglios, Ivan Angelo, Ruggero Sammartano, Nino La Grutta, Salvatore e Matteo Marrone, Giovanni Marrone, Luigi Burzotta

Salvatore Gancitano, Francesco Rallo, G. Nicola Guida, Pisciotta, Pino Inzerillo, Franco Abbagnato

In quell'anno si decise di non eleggere la Reginetta goliardica e venne premiata l'Oca Peggy
Gancitano Salvatore, G. Nicola Guida con l'oca

G. Nicola Guida, Ascenzio Burzotta, Turina Marrone, ?,?, Pino Inzerillo, Lucrezia Del Franco, Pina Adamo

La simbologia scenica è la seguente:
L'impiccato Nino Messina viene salvato o trasformato in Angelo
Natale Curti (Orchestra Brazil), Nino Messina, Salvatore Gancitano, Gaspare Paladino, Nino Patti


G. Nicola Guida, Turina Marrone, Pina Adamo, Franco Abbagnato, Lucrezia Del Franco


Enrico Spanò, Pino Di Liberti Caterina Scuderi, Anna Di Liberti, Anna Scuderi, Isidoro Spanò


Greco, Giovanni Marrone, Vito Quinci, Maniaci senior, Mimmo Marrone, Pina Tilotta e Gino Di Giovanni, Franco Romei, Salvatore Vaccaro, Maltese, Claudio Bevilacqua, Ivan Angelo, Mimì Bianco, G. Nicola Guida, Asaro e signora Paola, Guido Trapani, Jo Jo Di Giovanni e Maria Di Stefano, Nicola Margeri, Santoro Gallo, Francesco Mirabile, Pino Giacalone, Santino Giametta, Maniaci, Mario Giubilato e signora, Tonino Gallo, Norrito, Marino, Pietro Rallo, Roccafiorita, Armando Sciarratta 

Pilly Manzo, Lallo Vaccara, Giacalone, Armando Montalbano, Raffaele Caravaglios, Candida Tilotta, Barracco, Muscolino, Salvino Misuraca, Franzina Vaccara, Franca del Franco, Fanino Barracco, Filippo Tumbiolo (in fondo)

Giamino Misuraca, Giacalone, Armando Napoli, Franzina Vaccara, Fanino Barracco, Candida Tilotta, Barracco
Salvatore Torre, Sebastiano Argirò, Ruggero Sammartano, dietro Pino Di Giorgi, Vito Ubaldino

Nicolò La Grutta, Letizia Luzi, Pino Inzerillo, ?, Pino Zerillo, Vito Ubaldino, Peppe Giardina, ?, Vito Papa

1954/55 - II Festa della Matricola - Corso Umberto I

Gaspare Misuraca (sulla bici per bambini), Mario Fasulo e Pino Inzerillo (sulla lambretta), Franco Romei (sufuni, sul calesse)

Piazza della Repubblica - Carri: tema il Mare
Giovanni Trapani, Pierino di Liberti 

Piazza della Repubblica
Pino Inzerillo, Salvatore Giubilato, Gaspare Paladino


Carmelo Stella, Ciccino Di Miceli, Piero Di Liberti, Ciccio La Masa, Candida Tilotta, Mattia Giaramidaro (reginetta uscente), Angela Giacalone, Pina Adamo, Anna Ingianni, Paolo Tedesco, Angelino Misuraca, Gioacchino Piccione. Dietro gli orchestrali della Brazil: Gino Ingrande, Andrea Pietrobono, Domenico Crescente

Ciccio La Masa, Candida Tilotta, Mattia Giaramidaro (reginetta goliardica), Agata Giacalone, Anna Ingianni
Complesso musicale della serata: Orchestra Brazil
Ciccio la Masa, Candida Tilotta, Mattia Giaramidaro, Agata Giacalone, Pina Adamo e il Complesso Brazil
Nei locali della Conserviera Vaccara - Elezioni Reginetta Goliardica
Gaspare Paladino, Mattia Giaramidaro (uscente), Maria Dipierro (neo eletta)


la vestizione

Gaspare Paladino, Mattia Giaramidaro, Maria Dipierro, Ciccino Di Miceli

Ciccio Pizzo, Mosè Gioiello, Pietro Truglio, Duccia Pizzo, Ivan Angelo, Maria Dipierro, Rosa Marino, Nino La Grutta, Ciccio Foderà, Maria Caravaglios

1955/56
Giovanni Asaro (ammazzapatri), Graziella Aiello, Gaspare Paladino

Giurisprudenza (Quattro bolli)
Gaspare Paladino

1955/56 - Stadio Nino Vaccara
Pino Zerillo, Salvatore Torre, Sebastiano Argirò

Salvatore Torre, Sebastiano Argirò 

Pino Inzerillo, Salvatore Torre, Giovanni trapani

Ingresso serata danzante - Alla Cassa
Nino Adamo, Salvatore Torre, Peppuccio Giardina


Nino Marino, Ignazio Alagna, Mommo Ferro, Michele Romeo, Gaetano Dionisi, Andrea Marrone, Vito Vento
1956/57 - Conserviera Vaccara
Felice Bocina, Enza Bianco, Ciccio Catania, ?, Anna ingianni, Pierino Di Liberti, Santino Giametta, Franco Sammartano

Liliana Accardi, Pina Adamo, Domenico Evola, Ciccio Catania, Enza Bianco, ?, ?, Anna Ingianni


Enzo Milone, Pino Bucca, ?, Pino Sammartano, Ciccio Spina, Vittorio Rallo, Tullio Valesi (figlio di armatore di Viareggio, in quel periodo residenti nella nostra città, sposò Gina Stefanini), Felice Bocina 

1957/58 - Elezione della reginetta goliardica
Pino Zerillo, Pino Inzerillo, Enzo Di Liberti, Mario Fasulo, Mattia Giaramidaro, miss Marianna Salvo, Salvatore Torre, Carmelo Stella
1958
Salvatore Martinico, Pina Sangiorgio, Teresa Martinico, Giordano Martinico 
(la mezza faccia è di Enzo Pizzo)

1958/59 - Premiazione Gara "Corsa con automobiline" - V Festa
Giovanni Cristaldi, Franco Serra, Roberto Barbera, Luigi Emilio Vaccara

1959/60 - VI Festa della Matricola
Nino Corleo, Tonino Gallo, Giovanni Russo, Nino Adamo, Natale Gallo, Tonino Sammartano, Franco Tumbiolo, Mario Cajazzo, Piero Di Giorgi