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martedì 1 dicembre 2009

Satiro danzante

Quante aspettative, deluse!!


"Credo di avere la prova che sia veramente il Satiro Periboetos di Prassitele", cosi' l'archeologo austriaco ha presentato ieri, nella sede della Stampa Estera a Roma, la sua tesi che avvalora l'ipotesi di un altro studioso, Claudio Moreno, per cui il Satiro di Mazara del Vallo sarebbe da attribuire al noto scultore greco del IV secolo a. C., Prassitele.

A differenza di quanti, come Salvatore Settis e Nino Giuliano, fanno risalire l'opera all'epoca Ellenistica, del III/II secolo a. C., o altri ancora che la collocano in quella Classicistica romana, del I secolo d. C., Andreae sostiene che, per diverse somiglianze con altre opere e per una "firma" inconfondibile dello scultore, l'opera non possa che essere riconducibile a Prassitele.

Lo studioso, oltre ad una somiglianza con le figure presenti sul collo di un vaso attico, del IV secolo a. C., e ad una predilezione di Prassitele per Dioniso ed il suo corteggio come protagonisti dei suoi capolavori, attraverso numerose ricostruzioni e diversi confronti, ha dimostrato come ci siano punti e tratti in comune, per esempio tra il volto, ed in particolare con la linea che collega occhi e naso, ma anche con il pene e l'orecchio equino, con l'Apollo di Villa Albani, traccia inconfondibile della "calligrafia", come la definisce lo studioso, di Prassitele.

Riceviamo e pubblichiamo
Oggetto:
Rivendicazione della paternità dell’identificazione e dell’attribuzione a Prassitele del Satiro di Mazara
Spett.le Osservatorio culturale MazaraCult,
nell’articolo uscito lo scorso 25 febbraio sul Frankfurten Allgemeine Zeitung, ripreso da gran parte della stampa italiana, il prof. Bernard Andreae asserisce d’aver individuato nella resa plastica del pene (sic!) del Satiro di Mazara l’elemento che ne consentirebbe la definitiva attribuzione a Prassitele, inopinatamente (e falsamente) assegnata al prof. Paolo Moreno.
Ma il professore di Tor Vergata ha pubblicato sulla rivista Kalòs il suo studio “inedito” (ma non per questo originale), con il titolo Il Satiro di Mazara del Vallo. Il derviscio di Prassitele, solo nel numero 3 di luglio-settembre 2001: quindi, a più di tre anni di distanza da quando, il 23 marzo 1998, sono stato chiamato a dare ufficiale comunicazione al Sindaco e alla Giunta di Mazara della teoria che aveva consentito d’identificare come Satiro il bronzo (dalla Soprintendenza di Trapani e dallo stesso Sgarbi assurdamente scambiato per una raffigurazione di Eolo) e di attribuirlo a Prassitele.
Tale teoria era stata organicamente elaborata in base alla mia precedente scoperta di un eccezionale schema di satiro (sfuggito alla critica d’arte antica), rilevato precipuamente in una cospicua serie di bassorilievi fittili, con soggetti dionisiaci, di età ellenistico-romana (conservati al Louvre di Parigi e al Metropolitan di New York), in un oscillum pompeiano in marmo di Luni della metà del I sec. a.C., e in una gemma di agata calcedonio, di qualche decennio più tarda, attribuita a Sostratos (al Museo Archeologico Nazionale di Napoli); e quindi in innumeri altre manifestazioni d’arte, dal celebre cratere Borghese alle neoclassiche ceramiche a fondo blu della manifattura di Weedgood.
Un importante sviluppo della teoria, estesamente illustrata in una cospicua serie di conferenze documentarie e di convegni di studi, mi ha altresì permesso di cogliere l’insospettata influenza di tale schema sull’arte europea dell’età moderna (ancor prima del ritrovamento della statua bronzea nel canale di Sicilia), attraverso la circolazione della gemma di Sostratos, che rappresenta la più fedele riproduzione nota del capolavoro prassitelico.
Ritrovata a Roma nel sec. XVI da tombaroli di fortuna e acquistata per la sua ricca collezione di gemme da Lorenzo il Magnifico, il quale vi fece incidere le sue iniziali, mostrata al Pollaiolo (che ne comprese il linguaggio formale, riprendendone la figura negli affreschi della Torre del Gallo, ad Arcetri), diede inizio alla figurazione del nudo nel Rinascimento; passata dopo secoli, attraverso la collezione Farnese, al Reale Museo di Napoli, fu “scoperta” da Picasso durante la visita fatta nel 1917 in compagnia di Igor Stravinskii, impressionando a tal punto il grande pittore spagnolo da segnare la sua svolta neoclassica, persistendo nelle fasi artistiche successive.
Tale contributo è stato presentato nell’articolo “Il Satiro che conquistò Picasso”, uscito su “Feeria” nel giugno 2004, due anni prima che Moreno pubblicasse su “Archeo” il suo articolo “È di Prassitele il Satiro di Mazara?”, riproponendo, con qualche integrazione, la sua tesi iniziale, fondata su meri raffronti figurativi, privi di un organico quadro di riferimento storico-artistico e iconologico.
Rammentando come la stampa, sia regionale (cfr. La Notizia marzo-aprile 1998, Hermes luglio 2003, Il Belice luglio-agosto 2006), sia nazionale (cfr. La Repubblica 9 luglio 2003, La Sicilia 17 febbraio 2007, 8 marzo 2009) abbia sempre confermato la mia paternità dell’identificazione e dell’attribuzione a Prassitele del Satiro di Mazara, Vi prego di voler dare diffusione nel vostro notiziario alla presente nota di protesta, levata contro il prof. Moreno per i reiterati tentativi di indebita appropriazione, e contro il prof. Bernard Andreae per la loro inaspettata coonestazione.

Confidando nel pronto accoglimento della presente richiesta, vi prego di voler gradire, con il mio vivo ringraziamento, i saluti più cordiali.
Giuseppe Camporeale
Iconologo e storico dell’arte antica
91022 Castelvetrano - Via Bonsignore, 42
Tel. 0924.81245 - Fax 0924.45162
 giuseppecamporeale@libero.it


sul Satiro hanno scritto anche...

http://linguaggidipsiche.it/onewebmedia/Il%20Satiro%20di%20Mazara.%20L'enthousiasmos%20e%20il%20salto%20iniziatico%20FILIPPO%20SCIACCA.pdf


2012






venerdì 20 novembre 2009

domenica 27 settembre 2009

Opere d'Arte sul Satiro

L’Artista Mimmo Rotella, in occasione della Mostra “Iconica. Arte contemporanea e archeologica”, organizzata dalla Regione Siciliana nel 2004, anno dell'Archeologia, ha realizzato un décollage su tela dedicato al meraviglioso bronzo ritrovato in mare, cm 100 x 70 avente per titolo “Il Satiro di Mazara”. Una mostra, questa, itinerante che è stata dislocata nei più importanti siti archeologici siciliani e che ha visto esposte opere di quindici artisti contemporanei, che si sono confrontati sia come rilettura critica del passato o recupero delle proprie radici linguistiche, sia in chiave più ironica e disincantata, con quelle presenti negli stessi siti. Grandi sculture, tele, istallazioni, fotografie hanno costituito un percorso colto e divertito all'interno di un ideale Grand Tour tra le città e le rovine della Magna Grecia, quasi a voler confermare che “senza la Sicilia non ci si può fare un'idea dell'Italia: qui, e qui soltanto è la chiave di tutto" (celebre e felice intuizione goethiana).

sabato 26 settembre 2009

Satiro: marketing

Ritengo che la famosa statua avrebbe bisogno di una strategia pubblicitaria di ben altro livello. Sinora la promozione è stata dilettantesta ed insufficiente. Alcune immagini di gadget che ho trovato sul web e lo sfruttamento, senza alcun ritorno, delle stesse.
Cartolina edita dall'assessorato regionale per i beni culturali ed ambientali

Un calendario sempre dello stesso editore

Utilizzo dell'immagine (credo patrocinio gratuito dell'Amministrazione)
"Venticinque addetti della Regione per la gestione di uno spazio di poco più di duecento metri quadri non riescono ad assicurare l'apertura del Museo del Satiro di Mazara del Vallo nei giorni festivi o lo fanno solo in alcune ore. E' questo un segno tangibile di una Sicilia che non va". Lo dichiara il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, mentre annuncia di aver richiesto al presidente della Regione, Rosario Crocetta, il trasferimento della gestione del Museo del Satiro dalla regione al comune. Cristaldi afferma che l'interesse turistico intorno a Mazara del Vallo è determinato dalla presenza del Satiro ma anche da una rete museale che il comune ha messo in piedi e che è aperta tutti i giorni dell'intero anno.






Scelta infelice dei colori


Lodevole iniziativa scolastica

Una delle poche promozioni valida